Mi sono innamorato della perfida Albione.

L’amico Ernesto si sta sbattendo un sacco per coinvolgere più gente possibile (non chiamatali stakeholders, vi prego) attorno all’Action Plan per l’Open Government. Non sto a spiegarvi cos’è, perché mi dilungherei. Diciamo che è utile per confrontare le strategie sulla trasparenza delle azioni di governo e bla, bla, bla……..Cose in cui credo, sia chiaro, e cose che argomento spesso in questo spazio e altrove.

Il tutto avviene in piena armonia e in sincronia perfetta con l’Agenda Digitale Italiana che, da un lato deve semplificare il rapporto fra Stato e Cittadini, e dall’altro deve promuovere il digitale come volano per l’economia.

Come sempre in Italia ci stiamo arrovellando in chiacchere, in pistolotti interminabili. Convegni, articoli, seminari con Ministri e controministri, Disegni di Legge e ancora consultazioni come ….. (http://www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/ che oggi, nemmeno si apre dal mio browser. Sperem ben).

Dunque Ernesto mi chiede di emendare anche L’Action Plan, e ci mancherebbe altro, è giusto che noi ‘spingitori‘ ci rimbocchiamo ancora una volta le maniche ma……nel mentre tutto ciò avviene, io mi sono innamorato.

E si, mi sono innamorato di questo: https://www.gov.uk/designprinciples e della capacità di sintesi degli anglosassoni. E dopo essermi innamorato dell’art 2: http://webeconoscenza.net/2012/04/09/un-passo-indietro/ ora mi sono innamorato dell’art. 8

Ecco, cari amici che state emendando e commentando i vari documenti, mi piacerebbe riscriverli con la stessa semplicità e capacità di sintesi degli anglosassoni.

E, nel mentre scopro grazie a Twitter che anche dove si dibatte (tanto per cambiare) di nuovo web e web sociale, bisogna iscriversi esclusivamente via fax, penso che davvero bisognerebbe cominciare a parlare meno e fare di più e, quando si parla, farlo con il linguaggio della #casalingadivoghera perché Open dev’essere anche il linguaggio comunicativo e non solo il government e i dati.

Dunque, mi riaggancio ancora al tema della cultura e del testimonial. In rete stiamo dibattendo molto su chi suggerire come testimonial televisivo per la cultura digitale. Su chi possa fare da ponte fra noi geek (che nessuno capisce) e il resto del paese che ancora non aderisce ai nostri modelli e linguaggi. Dopo aver suggerito Massarini, Cecchetto, Fiorello, Crozza, ecc. Mi è venuto in mente un testimonial che sa comunicare in modo molto efficace e potrebbe dimostrarsi davvero strategico, un uomo che non parla solo di tecnologia ma soprattutto di organizzazione e di vantaggi. Perché l’innovazione non è tecnologia, è cambiamento organizzativo e crescita.

Enjoy