Hashtag attack

Metti che vuoi far del male (digitale) e distruggere la reputazione di un singolo o di un organizzazione.

Metti che sei così malato nel cervello che ti crei una ventina di account Twitter.

Metti che per farlo usi uno di quei sistemi che ti offrono una email temporanea per 10 minuti (cerca su Google) per consentire a Twitter di  fare la verifica all’apertura del profilo.

Metti che individui l’organizzazione a cui far del male. Metti che questa organizzazione sta vivendo un evento, un meeting, un lancio di un prodotto, ecc. E metti che questa stessa abbia scelto un hashtag ufficiale.

Metti che con qui 20 profili FAKE (quasi tutte le app permettono di gestire il multiprofilo su Twitter) ti aggreghi allo strem e usi lo stesso hashtag per inveire, mistificare, urlare o pubblicare media (foto o video) magari porno o che so io?

La domada è? Ma perchè Twitter non ci pensa e pone rimedio?

Come?

  • Se non sei su Twitter da un mese non puoi hastaggare.
  • Se non hai fatto minimo 100 tweed non puoi hastaggare
  • Se non hai 100 follower, non puoi hastaggare.

Sarà poco, ma è un deterrente

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7 commenti

  1. e far semplicemente mettere un captcha quando si registrano i profili? Io ricordo di non averne inserito alcuno quando mi sono iscritto a twitter (2007 o già di lì) non so ora se si utilizzino…

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  2. Luigi, per carità, non chiudiamoci in stanzette chiuse proprio ora :-) Simone, potrebbe essere un lavoro interessante e molto remunerativo. L’aria Turca ti fa bene :-)

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  3. Luca è vero in parte, gli account VERIFICATI li hanno introdotti loro.
    Facebook è più attenta (e cattivo) su queste deviazioni, IMHO

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    1. Gigi, ad ora non è riservabile un #… e credo non lo sarà mai… contraddirebbe di fatto la natura pervasiva del mezzo.

      Se serve un # riservato… allora ci si chiude dentro uno Yammer qualsiasi :-)

      Parafrasando, se non si vuol esser disturbati dalla piazza, si affitta un bel locale, ci si incontra e si parla tra gli astanti.

      Però poi non andiam a cercare viralità di diffusione delle idee :-)

      L

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  4. Gigi,
    tutte e tre le soluzioni non sono applicabili, sono contro lo spirito alla base del funzionamento di Twitter.

    Il vero problema è lo spam e quello va combattuto diversamente.
    Un account che fa spam si riconosce al volo, Twitter può e deve porre rimedio… e in realtà lo fa… sta anche a noi intervenire, segnalando ogni account che spamma… agevolando accelerando di fatto la rimozione/blocco dello stesso.

    Per quanto riguarda gli #, ahime… non esiste il concetto di # ufficiale… ovvero, non è riservabile… e nulla vieta che legalmente, in modo del tutto lecito, ci sia qualcuno che in quel momento decida di utilizzare lo stesso # per giocare.

    E’ il mezzo, bellezza! :-)

    L

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    1. sono giorni che non faccio altro che segnalare profili fake e spam… nonostante questo, continuano a “followarmi” altri profili fake e spam.
      Forse mi invento un lavoro: Twitter Antifake Specialist. 5 Euro a blocco. Alla fine del mese sono milionario :-)

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      1. Grande Simone: questo è essere imprenditori.
        Effettivamente il problema dei fake/spam profiles è veramente fastidioso ed annoso

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