Appsforitaly vi aspetta!

Condivido un mio pezzo uscito oggi su EgovNews:

Dal 20 novembre scorso è ufficialmente aperto il contest Appsforitaly (http://www.appsforitaly.org/), un concorso a cui possono partecipare cittadini, associazioni, sviluppatori e imprese, basato sui dati pubblici (OPEN DATA). Il contest, voluto e promosso dal Ministero per l’Innovazione Tecnologica e gestito da un comitato di esperti del settore, ha l’obiettivo di raccogliere le migliori soluzioni applicative possibili basate sui dati della pubblica amministrazione e disponibili in formato grezzo (RAW)

Il contesto di riferimento
Quotidianamente la Pubblica Amministrazione produce una mole di dati incredibile che potrebbero essere usati anche da applicazioni che non sono gestite direttamente dalla stessa PA. Ciò che si è evidenziato all’estero, dove questi contest si sono affermati negli ultimi anni, è il valore incredibile che le applicazioni ideate, ingegnerizzate e promosse da sviluppatori indipendenti, hanno generato aiutando cittadini e imprese nelle piccole scelte di ogni giorno. Gli esempi che arrivano dai vincitori dei contest già conclusi negli USA, in Canada, in UK e in altre parti del mondo, sono davvero i più variegati e molto spesso dimostrano come “dal basso” si riescano ad immaginare soluzioni che dentro la PA è difficile maturare. Sono applicazioni che permettono di raccogliere informazioni utili per le decisioni importanti (ad esempio dove andare ad abitare, che mezzi di trasporto usare, dove e come iscrivere i figli a scuola, quali zone frequentare per lo shopping, per il tempo libero o per l’offerta culturale). Insomma, vantaggi reali per la vita di tutti i giorni.

La roadmap italiana
Nel nostro paese la cultura dell’Open Data è maturata negli ultimi anni grazie all’insistente opera di divulgazione di appassionati, movimenti, studiosi e non ultime alcune associazioni che hanno spinto anche il governo centrale ad impegnarsi con il lancio del portale dati.gov.it. Prima ancora si erano impegnate le regioni italiane, grazie all’opera davvero pioneristica della Regione Piemonte che per prima aveva capito l’importanza strategica di questo vero e proprio paradigma culturale e sociale, prima ancora che tecnologico. Il contest è la terza tappa del percorso italiano all’Open Data che, vale la pena ricordarlo, prima del lancio del portale nazionale ha visto la pubblicazione del Vademecum sponsorizzato e pubblicato proprio dalla nostra rivista e redatto da alcuni componenti del nostro Comitato Scientifico (Forghieri, Dominici, Cogo, Belisario ed Epifani) e animatori dell’Associazione Italiana per l’Open Giovernment. Vademecum che è disponibile a tutti sul web, in formato eBook: http://www.scribd.com/doc/55159307/Come-Si-Fa-Opendata-Ver-2/

Il concorso
Come spesso avviene, il primo passo per introdurre un’ innovazione efficace in un contesto ancora vergine è quello di attingere idee e metodi da chi lo ha già fatto con successo. L’idea di AppsforItaly è esattamente questa: copiare dalle migliori esperienze internazionali, a cominciare da Appsfordemocracy lanciato nel 2008 presso il Distretto di Columbia a Whashington D.C. http://www.appsfordemocracy.org/ e, soprattutto, dal contest europeo: http://opendatachallenge.org/. Dunque non c’è mistero, il format di Appsforitaly è lo stesso dei contest che lo hanno preceduto: proporre delle categorie di servizio agganciandole a dei premi in denaro e poi chiedere agli sviluppatori di dare il massimo grazie al loro talento e alla loro creatività. Lasciare agli altri il compito di tirare fuori le idee su cosa dovrebbe essere un servizio on line e come potrebbe essere organizzato è forse la cosa migliore da fare per snellire la Pubblica Amministrazione e sgravarla da complessità applicative e di servizio che, spesso, hanno dimostrato scarsissimo successo. Cosa si può fare con i dati, infatti, non è una domanda a cui deve rispondere l’amministrazione stessa, perché essa non ha la stessa quantità di idee o la stessa creatività o la stessa voglia di affermarsi di milioni di cittadini o di giovani motivati a investire su una nuova startup. Scorrendo altri cataloghi di applicazioni (in primis il catalogo associato a http://datagov.co.uk/), si viene a conoscenza di applicazioni dalle potenzialità incredibili a cui è molto difficile pensare finché non si ha l’opportunità di provarle).

Le tappe del contest
Il contest è stato annunciato il 18 Ottobre scorso dall’ex Ministro Brunetta durante la conferenza stampa di lancio del portale nazionale degli Open Data, ed ha aperto ufficialmente i battenti il 20 Novembre. La scorsa settimana è stato promosso da un webinar organizzato da ForumPA: http://saperi.forumpa.it/story/64432/dati-aperti-usi-intelligenti-parte-il-contest-apps4italy/. I due mesi che intercorrono tra il lancio e l’apertura vera e propria serviranno per popolare il portale nazionale http://dati.gov.it/ con i dataset messi a disposizione dalle amministrazioni. Dopodiché chiunque potrà presentare una propria applicazione (seguendo le semplici regole del contest) fino al 10 febbraio 2012, data in cui si assegneranno i premi ai tre vincitori di ogni categoria. Tutte le applicazioni raccolte, da quel momento in poi entreranno a far parte di un catalogo. In questo senso il percorso è ben definito. Il contest ha una sua fine naturale che coincide con la pubblicazione del catalogo di questa edizione. Se ci saranno edizioni successive si andranno a creare altri cataloghi o si procederà ad integrare quello di questa edizione. La cosa che è importante sottolineare, però, è che i dati su cui ci si potrà connettere per sviluppare l’idea e l’applicazione, potranno anche riferirsi a insiemi, ovvero “linked data”, veri e propri flussi di dati dinamici, URI (Uniform Resource Identifier) supportati da una descrizione (metadati) curati e aggiornati da ogni pubblica amministrazione. Applicazioni costruite a partire da URI, piuttosto che da database statici, rappresentano indiscutibilmente un valore più importante. Il modello utilizzato da AppsforItaly, inoltre, può essere ulteriormente migliorato. La volontà di procedere in modo ortodosso individuando delle categorie di servizio e aprendo il contest agli sviluppatori non preclude, per il futuro, a un approccio più interessante, come quello adottato dalla Gran Bretagna che, dopo aver reso disponibili i dataset, ha chiesto direttamente ai cittadini che tipo di applicazioni avrebbero voluto. In questo senso, i britannici, hanno rovesciato completamente la prospettiva:. non è più solo la PA che lascia campo libero agli sviluppatori, ma sono gli sviluppatori che a loro volta vengono sollecitati dalle richieste concrete della gente.

NOTE
Hastag Twitter per rimanere aggiornati sul tema: #a4i, #apps4italy e #opendata.

Gianluigi Cogo
Comitato Scientifico di Egov, Segretario Generale Associazione Open Government , Comitato Appsforitaly

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