Stato dell’arte sul Governo 2.0

Come annunciato ieri un po’ ovunque (stampa nazionale mainstream quasi assente, as usual), il lancio di http://dati.gov.it ha rappresentato un momento importante che, a mio modo di vedere, è un punto di partenza, piuttosto che di arrivo.

Ne ho parlato ieri su Wired.it:

Open Government Al via Il Piano Italiano – Wired.it

e su ForumPA:

Ora mi prendo qualche settimana di riposo su questi temi, rielaborando un po’ le idee, mettendo insieme alcuni cocci relazionali dovuti ad alcune inopportune sovrapposizioni mediatiche. Poi riprenderò il cammino, partendo da una frase di Brunetta di ieri: “Gli Open Data non sono n’è di destra, n’è di sinistra: sono oggetti della modernità“.

Dati.gov.it

Ci abbiamo creduto. Ci siamo battuti, con ostinazione.

Ora Dati.gov.it c’è, ed è on-line: http://dati.gov.it/.

Sembrano passati secoli da quando abbiamo pensato al Manifesto, al Vademecum, e alle mille iniziative in giro per l’Italia a parlare di Open Data e di Open Government.

Ora le istituzioni si stanno muovendo e giocano alla pari con noi sul terreno del contest: http://www.appsforitaly.org/

Crescerà? Si fermerà? Maturerà? Non lo sappiamo, ma siamo certi che oggi è giusto dire che anche noi abbiamo contribuito, dentro e fuori le istituzioni, nei convegni, nei seminari, scrivendo e parlandone ovunque. Un po’ orgoglio non nuoce.

Associazione Open Government

E’ una bella giornata e, forse, inizia la lenta road map verso il Governo 2.0.

p.s. per seguire la giornata, vi invitiamo a cercare questo hastag su Twitter: #opengovitalia o leggere i resoconti su http://www.forumpa.it

Delirio cloud

L’ingresso di Apple nel Cloud Computing sta scombinando un po’ gli assetti generali e credo ne vedremo delle belle nei prossimi mesi.

I servizi di Cloud Storage, “for personal use”, stanno crescendo come i funghi ed ormai è difficile non farsi rapire dalle offerte mirabolanti. Ultima fra queste è Box.net che davvero ha lanciato una promozione incredibile.

All’inizio non ci volevo credere ma, installata l’app per iPhone, magicamente mi son comparsi 50 GB di spazio disponibile. Approfitattene!

Dunque, siamo in pieno delirio da Cloud Storage e, ad oggi, mi trovo con:

50 Gb su Box.net, 25 su Skydrive, 15 su Dropbox, 15 su Sugarsync, 10 Gb su Minus, 5 su Amazon Cloud drive e forse, ho in giro per il web qualche altro servizio dimenticato :-(

Avete notato che ho più di 100 Gb disponibili sulla nuvola? Che fare, come gestire il tutto?

Oggi Caterina mi ha condiviso un link: http://otixo.com/. Non so se sia l’unico, tempo fa ne stavo monitorando anche un altro. Comunque con questi aggeggi ora si possono copiare e spostare files da un cloud service a un altro.

Non male vero? Se ce la fate a gestire il delirio di servizi cloud in un altro modo, fatemi un fischio!

 

Performance tuning

Premetto che, stimolato da alcuni friends su Facebook e da una serie di email, sarò polemico.

Ho letto per un paio di giorni di seguito, il fiume di critiche sul flop dell’ISTAT. Il censimento online è stato un flop, questo è certo e non ci piove.

Resto critico e polemico con la deriva che ha preso la discussione in rete sull’eterno e insoluto tema della banda larga. Fior fior di guri o pseudo tali che, pur bazzicando in rete da diversi anni, si è lanciata in una serie di analisi prive di ogni fondamento, tutte tese a rilevare come il problema fosse imputabile alla scarsa disponibilità di banda larga.

Ovviamente, prima di scrivere questo post, mi sono informato per confutare la mia tesi. Il problema non è assolutamente imputabile alla connettività e anche l’ultimo dei cretini può rilevarlo perchè gli stessi giorni abbiamo continuato a scaricare torrent dalla rete come piovesse, a vedere trasmissioni in streaming, a comprare gli oggetti più disparati nei vari siti di eCommerce.

Dunque il problema è un altro e, per chi ha bazzicato negli ambienti ICT, sa che va ascritto al più largo tema del “performance tuning”. Quando si progetta un servizio a vasta concorrenza di accessi, le componenti critiche sono molte: numero di nodi dove veicolare le istanze, bilanciamento fra i componenti, accesso ai DB e allo storage, ecc. ecc. Non sto qui a fare lezioncine, cercate in rete su Google: performance tuning, ICT, IT informatica e divertitevi.

Dunque, trovare il colpevole non è facile ma è ovvio che la progettazione e SOPRATTUTTO la fase di pre-produzione e stress-test, non sono state eseguite correttamente. Colpa anche del provider di connettività? Forse. Colpa dei sistemisti interni? Forse! Colpa dell’outsourcer o degli outsourcers.  Forse. Insomma, come in tutti i grandi progetti, sembra che chi ha orchestrato, abbia perso qualche bit per strada.

Torniamo al tema banda larga sul quale mi son già espresso diverse volte. Ovvio che ritengo l’implementazione e l’adeguamento delle autostrade digitali prioritario allo sviluppo del paese, e ne ho scritto anche qui. Ovvio anche che non vedo all’orizzonte nessun servizio tale da richiedere adeguamenti in questo senso. I detrattori della mia tesi sostengono, da sempre, che la banda larga incentiva lo sviluppo di nuovi servizi. Io non credo in questa tesi. Infatti, se Cristoforo Colombo avesse aspettato l’invenzione dei motori non avrebbe mai attraversato l’oceano.

p.s. se volete divertirvi sul tema, date un occhiata a Zamparini e lasciate perdere il delirio della Santanchè.