Nazioni unite sulla trasparenza

Mentre da noi si studiano le solite leggi bavaglio, alle Nazoni Unite si celebra un’idea di Governo 2.0 basato sui fondamenti della trasparenza e sui vantaggi indotti dalle nuove tecnologie. Leggo dal blog di Obama il post di oggi, tutto sbilanciato sull’Open Government:

And now we see governments around the world meeting this challenge, including many represented here today.  Countries from Mexico to Turkey to Liberia have passed laws guaranteeing citizens the right to information.  From Chile to Kenya
to the Philippines, civil society groups are giving citizens new tools to report
corruption.  From Tanzania to Indonesia — and as I saw firsthand during my
visit to India — rural villages are organizing and making their voices heard,
and getting the public services that they need.  Governments from Brazil to
South Africa are putting more information online, helping people hold public
officials accountable for how they spend taxpayer dollars……..

E il cuore mi batte forte leggendo il resto, fino quasi ad esaltarmi. Metto mano alle slides per le lezioni della prossima settimana e via, ci infilo anche questo, tanto ci sta bene nella sequenza Open Government e Governo 2.0.

Poi, leggo altri feed, i giornali on line e mi ricordo dove vivo e allora capisco perchè non siamo mai menzionati e qualcuno di nostra conoscenza a queste manifestazioni non ci va.

Maine digitale

Sarà che ho preso una sbandata quest’estate, sarà che il Maine mi è piaciuto tanto….qui alcune foto delle vacanze, fatto sta che sarebbe davvero un bel posto dove far crescere i propri figli.

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Ad Auburn, una piccola citatdina di questo meraviglioso stato, il distretto scolastico ha stanziato 200.000 dollari per numerosi iPad che verranno dati in dotazione ai bimbi delle scuole materne.
 

Video CNN

Certo, discutibile finchè si vuole, ma rapportato e confrontato con i tagli all’istruzione di casa nostra, questo fatto diventa esaltante e desolante allo stesso tempo.

Ora inizia il campionato vero

L’Agenda digitale è stata imposta, proposta, condivisa, dal basso, dall’alto, da destra da sinistra, in rete, nei palazzi, nelle piazze.

I giorni scorsi abbiamo provato ad ascoltare, proporre e facilitare ancora, in forma ossessiva frenetica su questo tema, quelli che vivono in rete.


In questa fase, assieme al notissimo compagno di merende, ho avuto il compito di aggregare alcuni protagonisti on-line e on-site. Lo so, non ho avuto la capacità e il tempo di coinvolgere tutti quelli che avrei voluto e dovuto coinvolgere, e di ciò mi rammarico.

Grazie dunque, in primis, a Roberto e Andrea (e Chiara). Ai lead facilitators: Ernesto, Gianni, Flavia, Roberta, Edoardo, Paolo, Barbara, Giovanni, Marco, Fabrizio, Ugo al DJ Luca che mi stupisce sempre con le sue trovate cross-mediali e, ovviamente, a tutti quelli che colpevolmente sto dimenticando per indolenza e pigrizia.

Grazie a Lele, Domitilla, R……..:-), Paolo, Armando e Michele che sono venuti a trovarci, a Stefano e Luca che hanno costruito la mediapartnership con il gruppo Sole 24 ore e, ovviamente all’Agenzia e a IBM senza i quali nulla si sarebbe concretizzato.

Ora comincia il campionato vero, le partite saranno difficili, ma l’unico obiettivo deve essere la promozione in Champions League perchè, almeno nell’innovazione, dobbiamo giocare un campionato da protagonisti e non da comparse.

…dimenticavo…….ecco alcuni messaggi sull’innovazione da conservare e riascoltare più volte. Enjoy!

Manca il progetto

Premetto che Massimo Gramellini mi piace, lo leggo e lo seguo in televisione alla trasmissione di Fazio, quando ne ho l’occasione.

Veniamo dunque all’articolo e al video citato ad esempio dalla penna de La Stampa, che ha suscitato entusiasmo e convergenza in rete.

Perchè non sono d’accordo?
E’ molto semplice, ho fatto l’allenatore di pallacanestro per 20 anni, anche a buon livello, conseguendo il patentino di allenatore nazionale, studiando, sostenedo esami, maturando competenze che mi hanno permesso di ottenere discreti risultati in campo giovanile e anche a livello di serie superiori.

Dunque, ho un approccio didattico, scientifico e progettuale alla materia dello sport. Credo che dietro a ogni successo sportivo ci debba essere un progetto, preciso e solido.

Ho conosciuto molti allenatori che incitavono con la pancia i propri giocatori:
Tira meglio! Corri di più! Passa meglio! Difendi meglio! Buttati! Fagli fallo prima che tiri! …… potrei descrivere migliaia di incitamenti che i giocatori nemmeno sentono quando sono in campo, e non sentono nemmeno quando sono chiamati al Time Out!

Pochi sono gli allenatori che si esprimono in modo corretto, Quest’ultimi, sanno riferirsi con parole semplici al progetto  che stanno perseguendo (fatto di tecnica, di tattica e di applicazione) e che vorrebbero veder applicato in campo. Suggeriscono precisazioni, correttivi e specifiche:
Allarga il perimetro del tagliafuori! Aiuta il tuo compagno nel raddoppio sul fondo! Copri il lato debole nel ribaltamento! Esci dal blocco più veloce per guadgnare tempo e spazio! ecc.

Questi signori (ricordo in particolare il grande Aza Nikolic), si applicano in modo ossessivo sui particolari, sui dettagli del progetto che, uniti all’esperienza e alla determinazione, portano al successo.
Caro Gramellini, uno che incita a fare a cazzotti e a tirare fuori, dalla pancia, il peggio di se per vincere una sfida, non lo vorrei come premier. Ne abbiamo già uno e ci basta e avanza.
Mi dispiace, ma hai scelto un futuro che non condivido, fatto di scontri, di bassi stimoli emozionali e di improvvisazione.
L’italia, per uscire da questo pantano, ha bisogno di un progetto serio, fatto di tanti piccoli particolari da sostenere, applicare e portare a compimento in modo scientifico e serio.