Negli ultimi giorni ho partecipato a una nutrita serie di incontri di lavoro, quasi tutti con delle code interessanti (insomma, chiacchere, considerazioni, visioni, critiche, ecc.).
Il bagaglio che mi son portato a casa non è dei più leggeri e devo dire che, se non correlate fra di loro, molte considerazioni, nonchè narrazioni e visioni su progetti che mi coinvolgono, mi hanno lasciato un po’ di amaro in bocca.
La faccio breve. Ho sempre sostenuto, e insegnato, che bisogna intercettare i bisogni e dimostrare i vantaggi, in ogni cosa che si propone: prodotto, progetto, azione, iniziativa, ecc.
Il successo dipende molto da questa presa di coscienza e un vecchio proverbio a supporto, dice: “nemmeno il cane muove la coda per niente”. Ora, capisco che il vantaggio e l’interesse possano essere diversi, e dettati da esigenze, tradizioni, necessità, circostanze, ecc. Ma un dato è inconfutabile e, purtroppo, incontrovertibile: il primo interesse è sempre quello personale. Bella scoperta direte!
Sull’orlo del baratro dove stiamo tutti per precipitare, mi permetto però di riflettere su queste due piramidi. Ognuno ne colga il nesso come meglio crede.
Poi, consapevoli, possiamo anche continuare a farci del male.

