Rivalutando la memoria

Facebook è senza memoria!
Quante volte abbiamo sentito e convenuto su questa osservazione?

Ebbene da un po’ di giorni le cose sembrano cambiare e la Timeline del Faccialibro prova a invertire una tendenza alla quale anche Twitter, secondo me, dovrà assoggettassi.


Forse non ci abbiamo fatto caso ma alcune dinamiche degli ultimi anni, hanno determinato un inversione di tendenza sui SN.

Nella prima fase era importante lo status (chi sono, cosa faccio) e le board dei social network venivano popolate da slogan, richiami e anche argomenti di discussione, conditi poi da feed e altre note.

Il tutto, però, veniva presto relegato nel buio pesto della dimenticanza, perché non più interessante o originale. Insomma il tempo era tiranno e la notizia, si sa, assume più valore se fresca di giornata, come le uova di gallina.

Poi sono arrivate le foto e i video (a cui anche Twitter si è adeguata). Questi contenuti rich-media assumono valore anche nel tempo, perché la nostra memoria li richiama, molto più delle notizie. Insomma non si bruciano nel vortice dello status frenetico e spesso troppo rumoroso.

Poi sono arrivate la geolocalizzazione e il geotagging e nulla sarebbe stato come prima. Foursquare ha scombussolato tutto, IMHO, perché è riuscito a dar valore al fattore storico e alla memoria.

Ho avuto la fortuna, negli ultimi tre anni, di viaggiare più spesso negli States e di osservare la crescita di Foursquare proprio li dove è nato e dove si è diffuso. Bene, è vero che gran parte del successo è dovuto agli accordi commerciali e al marketing ma, osservando come lo usano loro, ci si accorge presto che ogni luogo fissato dagli utenti di Foursquare (il venue) diventa un luogo della memoria. Personale e collettiva.

Ogni utente racconta la bella serata passata in quel locale, pubblica le foto dei piatti più prelibati di quel ristorante, racconta la vittoria della propria squadra in quello stadio, e poi le critiche (tips) o le raccomandazioni e le foto con gli amici, le ricette, i ricordi di scuola.

Noi non lo usiamo ancora così, ma mi son accorto che con Foursquare si può fare dello story telling. Spesso l’ho raccontato durante i miei viaggi.

Dunque Facebook prova a mescolare le carte e a proporsi come luogo della memoria. Una fusione fra scrapebook, story telling e blog personale, perché da che mondo è mondo l’uomo ama raccontarsi e la sua socialità è anche frutto di quella dinamica tanto cara dalle nostre parti: quel filò che abbiamo dimenticato ma che ha rappresentato per anni un fondamento dello stare assieme e, appunto di socializzare.

Unire nella time line le foto i video, i luoghi i momenti e le persone rappresenta una vera inversione di tendenza e un attacco frontale a Google che, sino a ieri era l’unico luogo dove richiamare la memoria perduta del web.

2 risposte a “Rivalutando la memoria

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