“Quo vadis” è il nome del progetto di Don Verzè che, sollecitato e sponsorizzato dal nostro amato leader, doveva portare l’aspettativa di vita per noi umili terreni, ben oltre i 120 anni.
Il tutto si doveva fare a Lavagno, tangenziale sud di Verona, dove già si è in parte rivoluzionata la viabilità, modificando i piani di governo del territorio per aprire le porte al prelato veronese.
Come conseguenza alla disgrazia che ha accompagnato la morte violenta di Mario Cal, c’è da aspettarsi ora una delusione atroce che potrebbe far intristire o arrabbiare mister B., consapevole che il progetto Quo Vadis, dopo il commissariamento del San Raffaele, difficilmente vedrà la luce.
Ai milioni di Euro sfilati dai giudici rossi a favore della CIR si può anche rimediare, alla signora col cappuccio nero e la falce in pugno no.

Non servono le rivoluzioni, il ricambio avverrà per trapasso naturale, mettiamoci tutti il cuore in pace.
poi non ho capito perchè a lavagno
a sud di verona
non sarebbe stato meglio
in sardegna o a lenola (basso lazio)
dove c’è la popolazione più longeva e in salute d’italia
mah! deve essere uno di quei misteriosi misteri della fede
questo solo per quei “900″ Mln di euro di buco
io se vado in rosso sul conto corrente di 20 euro
c’ho il segugio della banca che cerca di azzannarmi alla giugulare
Intanto il San Raffaele è ufficialmente in fallimento
eccessivamente macabro ………. e dai!
meglio quando affronti argomenti di webconoscenza ……… molto gradevoli e più interessanti.
Ciao
Luciano
Credo che, a prescindere dal taglio macabro/satirico, sia bene diffondere la conoscenza su quello che sta succedendo fra Opus Dei, CL, Regione Lombardia e Vaticano. Sprechi e affari loschi nei caldi giorni in cui ci viene richiesto di tirare la cinghia.