Se non ricordo male, il libro di Stella e Rizzo: “La casta“, uscì durante il governo Prodi e contribuì non poco alla sconfitta elettorale del centrosinistra alle ultime elezioni.
Oggi la casta è sempre li, ha mille colori (o gruppi parlamentari) e si gode i privilegi e l’intoccabilità.
Disegno di Edoardo Baraldi
Da un lato crea enormi danni al paese sperperando denaro pubblico grazie a un potere immenso che la mette al riparo da ogni controllo, o quasi. Dall’altro crea un danno ancor maggiore per mancanza di “politiche”, occupata esclusivamente a gestire il potere e gli affari. Da anni, infatti, non si notano strategie politiche utili a portare il paese fuori dal pantano in cui si trova. E tutto ciò è conseguenza di una legge elettorale che ha portato al parlamento, forse, la peggior classe politica della nostra giovane repubblica.
Ma andiamo con ordine. Sulla prima riflessione, quella degli sprechi, ormai non si contano più i dossier, le indagini, i processi e gli innumerevoli articoli di giornale. Non da ultimo quello del Corriere della settimana scorsa, sempre frutto delle ottime ricerche di Stella, che invito a leggere integralmente.
Nella manovra finanziaria appena approvata non c’è traccia di intervento degno di nota sul fronte sprechi. I partiti continueranno a nominare i manager più mediocri e boriosi in ogni Ente e Agenzia di Stato che lo preveda e anche gli Enti Locali troveranno il modo di mantenere i loro privilegiati nelle splendide gabbie dorate di società partecipate, miste, o pubbliche al 100%. In barba a tutto e a tutti.
Il Pd ha perso l’ennesima occasione con l’astensione sul voto che aboliva le provincie e Bersani si sta ancora arrampicando sugli specchi per motivare questa scelta che, nessuno degli elettori (ad esclusione dei manager nominati dal PD nelle partecipate o nelle pubbliche) riesce a comprendere.
In queste ore post manovra, poi, l’antipolitica monta a livelli mai visti anche in rete. Tutti i giornali parlano di Spidertruman, ovvero lo pseudonimo scelto dal tizio (o gruppo di tizi) che cura il gruppo su Facebook e il blog anti-casta.
Ovvio che fra un po’, i parrucconi della sinistra (blogger compresi) cominceranno a fare i soliti distinguo, associando quest’ulteriore forma di trasparenza e di accusa nata in rete, con Grillo, antipolitica, qualunquismo, ecc. ecc. E un altra occasione sarà persa, as usual.
E per tornare al tema delle politiche, anche qui nulla di nuovo sotto la luce del sole. A destra non si vuol affrontare il tema dello sviluppo e si preferisce mettere le mani in tasca agli italiani (elettori PDL e leghisti compresi, oviamente). A sinistra si battono i piedi ma non si riesce a fare una proposta concreta sullo sviluppo. Ed è questa forse l’amara realtà e triste consapevolezza: da entrambi gli schieramenti non emerge nulla di politicamente rilevante per risollevare il paese.
Dunque, a casa, tutti! Cambio di legge elettorale e turn-over dopo due legislature. Altrimenti non c’è speranza per questa mia amatissima Italia.

