Ma quale smart?

smartSia chiaro, non sono in polemica sul tema delle smart city spesso ho argomentato in questo blog. Sono convinto che una città “more citizen-centric, user-friendly and cost efficient“, sia oggi alla portata e mi sembra banale, anzi fuorviante, parlarne solo in termini tecnologici e digitali.

Spesso si parla di città intelligenti associando innovazione e tecnologia, internet delle cose e domotica, interoperabilità e robotica, nonchè altri ingredienti alla bisogna.
Tutte belle cose, belle applicazioni, bei casi di studio ma, il vantaggio?

Come sempre tendo a considerare il vantaggio personale e collettivo come l’unico elemento di misura dell’innovazione. Soprattutto quello collettivo, sia chiaro e, per dirla alla Ford: “C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti“.

Ma veniamo al dunque e lasciamo la tecnologia e il digitale fare il suo corso. La scorsa settimana stavo in vacanza in Francia e notavo, ovunque, la particolare cura degli arredi urbani (beni e servizi della collettività). Fioriere favolose, marciapiedi ben curati, piste ciclabili, lampioni, panchine bellissime, segnaletica ecc. ecc. Entrando a Hyères, una cittadina vicino a Tolone, noto un lunghissimo vialone urbano, che dalla periferia porta al centro, curato come un salotto di casa e, soprattutto, mantenuto in ordine e pulito in tempo reale. Ho notato personale municipale ovunque curare i prati, le siepi e i fiori decorativi, netturbini al lavoro con le pinze per asportare i rifiuti, diversi operatori che annaffiavano e tutto questo per diversi chilometri. Mi ha colpito molto, lo ammetto.

Mi domandavo quanto costa ma, soprattutto quanto incide nella sensazione di benessere, di valore e, soprattutto, coscienza di un patrimonio collettivo da godere. Ho provato a guardare meglio anche le città più grandi. Le piste ciclabili sempre ben curate e divise nettamente con diversi sistemi di sbarramento dalla carreggiata, sitemi navetta da e per, illuminazione e segnaletica davvero efficienti…… insomma basta prestare attenzione per capire come nulla di tecnologico incida in tutto questo. Non c’è digitale, non ci sono cazzabubboli robotici o altre diavolerie. Si tratta di coscienza collettiva, educazione, senso civico, cura del bene comune.

Arrivato ieri sera a Mestre, la prima cosa che ho notato son state le auto parcheggiate sulle piste ciclabili a raso (senza divisore) e gli arredi urbani fatiscenti.

Ecco una città intelligente, credo, sia quella dove l’intelligenza individuale prende coscienza del bene collettivo e lo rispetta.  Una città è intelligente quando lo sono anche i cittadini. Certo, smart city significa risparmio energetico, riduzione delle emissioni, ecc.

E non è dunque intelligenza? La tecnologia viene dopo e, come sempre, è al servizio.

La democrazia

sveglia

Sono molte le citazioni e gli aforismi che definiscono la democrazia come un imperfezione, fra le più famose quella di Churchill: “E’ stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora“.

Oggi sento la democrazia come qualcosa di dolce e di gioioso.
Seppure all’estero per una vacanza, mi sento tanto orgoglioso di essere italiano, anche se ultimamente mi succedeva assai di rado.

Time lapse

Da queste parti si è in procinto di affrontare il primo giretto estivo lontani da casa e dalle scartoffie quotidiane. La prossima settimana anche il blog andrà a rilento e gli eventuali update ludici e goderecci saranno, ovviamente, dirottati sullo spazio viaggi: http://blog.gigicogo.it o sul faccialibro.

Nel contempo si sta ipotizzando un altro giro negli USA per Agosto e, la discussione non può prescindere dal: “… torniamo un altra volta a NY? Anche per pochi giorni?“.
Mentre riflettevo su questo amletico quesito, mi capita a tiro questo amazing time-lapse video. E la risposta sembra scontata!

Social music

Continuano le mie noiose disgressioni sui nuovi modelli di fruizione della musica.
Dopo i dubbi espressi prima del lancio di iCloud e iTunes Match, faccio un ulteriore capriola in avanti verso uno scenario di fruizione sociale che, grazie alle sincronizzazioni e condivisioni varie nonchè “matching” garantito e voluto da Apple (anche dei brani piratati), potrebbe aprire a un uso più social di questi servizi sulle nuvole.

Dunque, tagliamo corto e proviamo a immaginare questo: http://wavelength.fm/gigiroom

Sto leggendo ora le policy, e la cosa mi intriga parecchio! Mi sa che è un esempio che Apple potrebbe prendere in considerazione per buttare via Ping che è una vera fetecchia!