Poi seguirà un analisi su Cloud e PA e poi ancora Cloud e professioni IT.
Se volete contribuire (errori e ommissioni sono sempre in agguato), ne ho messo una copia EDITABILE anche su GoogleDocs: https://docs.google.com/present/view?id=dc3rmdt2_604cwz9ghfc
Consumerizzazione o meglio IT Consumerization, è il fenomeno in base al quale l’uso e lo stile delle tecnologie in ambiente lavorativo viene dettata, in sostanza, dall’evoluzione del profilo privato degli individui e dal loro utilizzo delle tecnologie personali.
Questo concetto mi accompagna spesso durante seminari, conferenze e lezioni, quando cerco di spiegare a cosa sta portando lo user empowerment e la cultura digitale.
Oggi segnalo questo video prodotto da Microsoft che, come le altre multinazionali dell’IT sta cercando di spingere questo paradigma dentro le organizzazioni complesse.
Sto notando una grande effervescenza in rete sul caso SKY/Current.
Un pensiero unico che rivendica l’informazione libera e incita a revocare gli abbonamenti a Murdoch & C.
Secondo me siamo tutti in preda a un delirio confusionale e, purtroppo, patetico.
A) Murdoch vende contenuti. Prendere o lasciare
B) L’informazione libera e democratica è un utopia. Ogni editore comanda e indirizza, e non facciamo gli idealisti.
C) Tutti sanno che Murdoch si schiera a destra o a sinistra (se ha ancora un senso chiamarle così) a seconda degli interessi e spesso incide nel consenso elettorale con il suo potere, in ogni luogo del pianeta. Dunque perchè stupirsi? In Italia?
D) Non vedo perchè Al Gore non possa farsi un suo palinsesto. Sa raccogliere denaro con le richieste di donazione, lo faccia.
E) Il liberismo a parole e il marxismo nei fatti, non mi è mai piaciuto. Il mercato libero è spietato.
F) Perchè Al Gore non chiede alla RAI di essere ospitato nella piattaforma digitale terrestre?
G) L’incitamento alla revoca degli abbonamenti è patetico. Sky vende sport, film e serie tv. Punto!
Circa un mesetto fa mi trovavo a viaggiare su un treno nel tratto Firenze-Bologna e, a pochi chilometri dall’arrivo nel capoluogo emiliano-romagnolo, questo treno intercity prima ha rallentato e poi si è fermato per circa 40 minuti fuori dalla stazione.
Quell’episodio, come molti altri del genere, ha portato inevitabilmente all’incazzatura, alla protesta, alla solidarietà fra le persone e all’indignazione, ecc.
In 40 minuti, in uno stretto e affollato corridoio, ho conosciuto molti studenti che volevano tornare a casa, altri che non vedevano il fidanzato da una settimana, altri che semplicemente volevano tornare in famiglia e dunque prendere le coincidenze che, da Bologna, li avrebbero portati a Torino, Pescara, Venezia, ecc.
Erano quasi le 21 e 30 e ormai stavamo tutti solidarizzando, io cercavo le soluzioni sull’applicazione “Prontotreno” dell’iPhone e una signora di Caserta, intanto, raccontava le sue vicissitudini quasi a voler giustificare il tutto con un ….”mal comune mezzo gaudio”.
Io e la signora eravamo gli unici datati, nel senso degli over cinquanta. Tutto intorno a noi solo ragazzi di 20, 30 e persino 35 anni.
Non vi immaginate quante storie, in soli 40 minuti, sono emerse e sono state condivise. Tutte di precariato, di instabilità diffusa, di delusione.
Ovviamente il leitmotiv era l’inefficienza del sistema, lo svacco totale e la voglia di scappare da tutto e da tutti. Io e la signora a un certo punto abbiamo convenuto che, come generazione, avevamo già dato. Ora toccava a loro indignarsi.
Sembrava orami un assemblea e una ragazza a un certo punto ha detto: “finchè non saremo tutti col culo per terra, non ci sarà rivoluzione“.
Già, forse è vero. Oggi le famiglie proteggono ancora i figli e li assistono nell’incertezza dominante con iniezioni di denaro e con un tetto sicuro sul quale contare nei momenti più difficili.
Ma una società basata sulla solidarietà parentale non ha futuro e forse, fra un po’, qualche tipo di rivoluzione sarà possibile.
Dopo il Magreb e la sua spinta propulsiva, vuoi vedere che il vento caldo della Spagna diventerà contagioso? Oppure dobbiamo rassegnarci per sempre al fatto che i nostri giovani resteranno per sempre indifferenti?
p.s. per un approfondimento informativo sulla situazione in Spagna, rimando all’amico PierLuca.
E’ la seconda volta, in pochi giorni, che le conversazioni in cui sono coinvolto, affrontano un tema affascinante: quello del “farsi del bene”.
Ovvio che si portano esempi, si parla di metodi, ecc. Credo, però, che il modo migliore per “farsi del bene” sia, innanzitutto, cominciare a non “farsi del male“. Con tenacia e disciplina.
E’ abbastanza normale, di questi tempi, che siano sesso e violenza ad attirare la massima attenzione dei media, e anche nel caso di Strauss-Kahn, non può essere altrimenti.
Molti commentatori, giustamente, si soffermano sul degrado morale e sull’incapacità di questi potenti di tenere a freno gli istinti primordiali e si soffermano pure sull’età avanzata che dovrebbe indurli a più miti e sincere attenzioni affettive.
Il fatto, però, che passa inosservato e al quale restiamo indifferenti (forse per rassegnazione) è che questo signore, al pari di molti altri potenti, senta la necessità di occupare una suite da 3000 dollari a notte (come riportano i giornali).
Non capisco l’associazione di pensiero e di necessità. Perchè un uomo delle istituzioni si sente obbligato a sguazzare nel lusso?
Questo tizio aveva l’obbligo di indicare, come direttore del Fondo Monetario Internazionale, la via per il ripianamento dei debiti agli amici greci, imponendo formule da “lacrime e sangue”, ovviamente.
Come futuro candidato socialista all’Eliseo, aveva l’obbligo di indicare ai francesi una politica economica di rigore.
Ma così va il mondo e l’indifferenza sarà la causa principale del distacco totale fra la classe dirigente immersa nei vizi e negli sprechi e il resto della popolazione mondiale che dovrà far fronte a questa e a nuove crisi economiche che, ciclicamente, si ripresenteranno.
E ora concentriamoci sulla parte più pruriginosa del caso: sodomia? fellatio? Questi sono temi davvero interessanti!