Circa un mesetto fa mi trovavo a viaggiare su un treno nel tratto Firenze-Bologna e, a pochi chilometri dall’arrivo nel capoluogo emiliano-romagnolo, questo treno intercity prima ha rallentato e poi si è fermato per circa 40 minuti fuori dalla stazione.
Quell’episodio, come molti altri del genere, ha portato inevitabilmente all’incazzatura, alla protesta, alla solidarietà fra le persone e all’indignazione, ecc.
In 40 minuti, in uno stretto e affollato corridoio, ho conosciuto molti studenti che volevano tornare a casa, altri che non vedevano il fidanzato da una settimana, altri che semplicemente volevano tornare in famiglia e dunque prendere le coincidenze che, da Bologna, li avrebbero portati a Torino, Pescara, Venezia, ecc.
Erano quasi le 21 e 30 e ormai stavamo tutti solidarizzando, io cercavo le soluzioni sull’applicazione “Prontotreno” dell’iPhone e una signora di Caserta, intanto, raccontava le sue vicissitudini quasi a voler giustificare il tutto con un ….”mal comune mezzo gaudio”.
Io e la signora eravamo gli unici datati, nel senso degli over cinquanta. Tutto intorno a noi solo ragazzi di 20, 30 e persino 35 anni.
Non vi immaginate quante storie, in soli 40 minuti, sono emerse e sono state condivise. Tutte di precariato, di instabilità diffusa, di delusione.
Ovviamente il leitmotiv era l’inefficienza del sistema, lo svacco totale e la voglia di scappare da tutto e da tutti. Io e la signora a un certo punto abbiamo convenuto che, come generazione, avevamo già dato. Ora toccava a loro indignarsi.
Sembrava orami un assemblea e una ragazza a un certo punto ha detto: “finchè non saremo tutti col culo per terra, non ci sarà rivoluzione“.
Già, forse è vero. Oggi le famiglie proteggono ancora i figli e li assistono nell’incertezza dominante con iniezioni di denaro e con un tetto sicuro sul quale contare nei momenti più difficili.
Ma una società basata sulla solidarietà parentale non ha futuro e forse, fra un po’, qualche tipo di rivoluzione sarà possibile.
Dopo il Magreb e la sua spinta propulsiva, vuoi vedere che il vento caldo della Spagna diventerà contagioso? Oppure dobbiamo rassegnarci per sempre al fatto che i nostri giovani resteranno per sempre indifferenti?
p.s. per un approfondimento informativo sulla situazione in Spagna, rimando all’amico PierLuca.
Forse primavera?. La BBC ha paragonato la rivoluzione in Spagna e in Egitto. Lista di obiettivi: punire il politico non va a lavorare, eliminando i privilegi fiscali e delle pensioni dei politici, abrogare l’immunità, che la corruzione non prescrive, dividere il lavoro fino ad una disoccupazione inferiore al 5%, il pensionamento a 65 anni, non aumentare tale età fino a quando la disoccupazione giovanile è soppresso, espropriare alloggiamento invenduti, vietare il piano di salvataggio della banca e che restituire il denaro già dato, aumentare le tasse alle banche, punire speculazione, l’aumento tasse sulle grandi fortune, modificare gli elettorale … Vedi:
http://aims.selfip.org/spanish_revolution.htm
Sembrano un po’ grillini, o sbaglio?
In risposta all’ultima domanda due link: http://www.elmundo.es/elmundo/2011/05/19/internacional/1305800285.html e poi il secondo http://www.facebook.com/pages/Italian-Revolution-Democrazia-reale-ora-/115886905162963 vedremo le evoluzioni
Grazie mille dei link, anch’io cercherò di stare attento a ciò che succede. Son latini, sono europei, son fratelli….vedi mai!
Leggendo alcuni post e tweet pare che dalla Spagna si aspettino che muoviamo anche noi, intanto vedo che anche altre città Europee si stanno muovendo. Speriamo, e speriamo, ma ne dubito, che qui non venga delegittimata dalla solita stumentalizzazione politica
Pericolosi comunisti, ovviamente :-(