
Che strana primavera per i blogger nostrani! Mi sa che la razza è dura ad estinguersi, ma i segnali di insofferenza e di mutazione sono chiari e, forse, mai come ora molti fra gli ex logorroici della tastiera si stan chiedendo: “ne valeva davvero la pena?“.
Andiamo con ordine, perchè il vecchio giochino del backlink, sembra non funzionare come una volta. Orami tutto è liquido…..
a) I blog son morti (ennesima puntata della saga)
b) I blogger son vivi e se la spassano in prima classe (in America)
c) Allora vediamo di capire se è un problema italiano
d) Le classifiche sono indicatore di reddito (buona notte, ancora a BB stiamo?)
e) Tutto è in addivenire e il blog potrebbe diventare una “sintesi di momenti“
f) …. no mi fermo qui, per non annoiare.
Il punto dunque è: son morti i blog o i blogger?
Non è morto nessuno, si è confuso il mezzo con il messaggio. Oggi chiunque apra uno spazio sul web può scegliere luogo e dinamiche (social media, social network, sito web o semplicemente gruppo di discussione). 10 anni fa c’era solo il blog. Ed è inutile chiedersi perchè o per come. E’ così perchè le dinamiche cambiano, nuovi paradigmi emergono, abitare il web significa aver meno tempo per riflettere.
Insomma, se installi WordPress sul tuo hosting non significa che sei un blogger, significa che hai scelto uno strumento. Punto! Per questo le classifiche, il biz, la continua corsa a una New Economy che non è più quella di prima, fan sorridere. E’ il web sociale bellezza, è sempre in beta e tu ti devi adeguare.
Le vecchie mailstone: backlink, blogroll, comment, barcamp, ecc. non hanno più un significato predominante. Oggi prevale il “like”, o il “checkin”. Domani chissà?
Nessuno è morto e i più intelligenti si adeguano. I nostalgici, non sanno rassegnarsi al fatto che le luci della ribalta, a volte, cambiano direzione…….e sempre più in fretta.
Permettetemi di citare l’amico Ernesto: “i blog saranno anche morti… ma, per fortuna, prima di morire mi hanno fatto conoscere alcuni meravigliosi amici… :)“. Ecco, la penso come lui.
Le dinamiche dei sistemi di comunicazione non cambiano. La complessità del sistema invece sì: cresce. Ogni nuovo mezzo obbliga tutti i precedenti a ridefinire le proprie specifiche; sono dinamiche che qualcuno interpreta come ecologiche e, quindi, in un certo senso anche selettive. Una cosa comunque, andando sul concreto del tema, mi pare certa: usare i blog per l’attualità, per dare la notizia o l commento veloce non ha più molto senso. Queste funziono sono tutte effettuate sui social network. Blog morti allora? No! Semmai il loro ruolo viene ridefinito verso una comunicazione di contenuti a carattere più “riflessivo” e comunque meno dipendenti dall’attimo, dal momento.
Concordo, non servono più come amplificatori di notizie, recensori, ecc. E forse meglio così, d’altronde il blog era nato come diario personale in rete
Le dinamiche dei sistemi di comunicazione non cambiano. La complessità del sistema invece sì: cresce. Ogni nuovo mezzo obbliga tutti i precedenti a ridefinire le proprie specifiche; sono dinamiche che qualcuno interpreta come ecologiche e, quindi, in un certo senso anche selettive. Una cosa comunque, andando sul concreto del tema, mi pare certa: usare i blog per l’attualità, per dare la notizia o l commento veloce non ha più molto senso. Queste funziono sono tutte effettuate sui social network. Blog morti allora? No! Semmai il loro ruolo viene ridefinito verso una comunicazione di contenuti a carattere più “riflessivo” e comunque meno dipendenti dall’attimo, dal momento.
per quanto riguarda l’articolo del fatto quotidiano, l’ho scritto pure da me…ma che c’è ancora qualcuno che pensa di guadagnare stabilmente col blog? LOL
Probabilmente si :-)