Per chi è ancora in tempo

Il CUP della mia ASL………

800 50 10 60

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Bloggante: “Pronto, dovrei prenotare una vistita allergologica dal dottor Zancanaro”

Operatore USL 12: “Privata, a pagamento, vero?”

Bloggante: “No, perchè?”

Operatore USL 12: “Perchè di solito le proponiamo a pagamento, il dott. Zancanaro è molto richiesto”

Bloggante: “Ah, guardi io non lo so, me lo ha indicato il medico nell’impegnativa?”

Operatore USL 12: “E cosa le ha scritto il medico di base nell’impegnativa?”

Bloggante: “Visita Allergologica (Dr. A. Zancanaro – O.C. Mestre)”

Operatore USL 12: “Guardi è difficilissimo, quasi impossibile. Che priorità le ha dato?”

Bloggante: “C’è spuntata la priorità D come Domodossola”

Operatore USL 12: “Mi dispiace, non c’è posto”.

Bloggante: “Ok, ma prima o poi ci sarà?”

Operatore USL 12: “Non credo, le conviene a pagamento, il dott. Zancanaro è sempre molto richiesto”

Bloggante: “Mi scusi, ma io che devo fare per ottemperare all’ indicazione del mio medico?”

Operatore USL 12: “Provi a pagamento”

Bloggante: “Ancora, le ho detto che aspetto. ma voglio la visita come da impegnativa. Cosa mi consiglia di fare?”

Operatore USL 12: “Riprovi a chiamare, ma non le assicuro niente”.

Bloggante: “Mi scusi, ma sta scherzando? Significa mai?”

Operatore USL 12: “No, lei provi a chiamare ogni tanto, a campione, chissà che…”

Bloggante: “Mi scusi ma è fantascienza, che significa? Non vi è certezza? Guardi sarebbe da registrare la telefonata”.

Operatore USL 12: “Lo so, guardi ho usato il termine “campione” anche con una signora stamane”.

Bloggante: “Sa qual’è il mio problema? Che dovevo emigrare quand’ero giovane”

Tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu

Digital Literacy

Pizzicato da Marco che chiedeva un mio parere, torno sull’argomento dell’alfabetizzazione digitale provando a immaginare l’evoluzione del nostro (ahimè rimpianto) non è mai troppo tardi all’inglese.

Ed è ovvio che si torni a parlare della BBC: http://www.bbc.co.uk/connect/campaigns/first_click_clips.shtml
Non è fantascienza, da loro è proprio così, e fa parte del programma Connect.

Ma si sa, siamo un paese telecratico e lo strumento televisivo serve a distrarre e, forse, a distruggere per sempre.

digital literacy

p.s.: se proprio siste tentati di vedere le trasmissioni BBC, scrivete queste magiche paroline su Google: “UK PROXY WATCH BBC” :-)

TELECOM ITALIA

Eccolo qua, il seguito del film horror!

Telecom

Dal giorno 18 (venerdì primo pomeriggio) non son ancora riusciti a fare niente. Il cantiere è deserto e siamo tutti isolati.

Oggi ho scoperto, tramite una gentile operatrice del 187 che esiste un UFFICIO PALI PERICOLANTI e che risponde al numero: 800 415042

Provate a chiamare…..a me ha risposto un centralinista di Roma: “A siggnò, so tutti a magnà a quest’ora, provi a chiamà dopo er pranzo“.

Per chi arrivasse su questo post nel futuro lontano, sappia che tutto ciò succeedeva in ITALIA nel 2011 nelloperoso Nord Est e per merito dell’azienda che ha fatto dell’innovazione tecnologica il suo cavallo di battaglia:

TELECOM ITALIA

TELECOM ITALIA

TELECOM ITALIA

TELECOM ITALIA

TELECOM ITALIA

TELECOM ITALIA

Sitecom Wireless Mobile Router 150N WL-361: connettività condivisa in movimento

di Alberto Barban

Gli ultimi mesi sono stati un fiorire di soluzioni più o meno azzeccate sull’onda delle tendenze del momento: mobile e smart apps in primis.

Ma anche tablet, smartphone, cornici digitali e ancora notebook sempre più leggeri, gadget vari tutti con la loro bella connettività wireless, all’insegna della portabilità e della flessibilità di utilizzo.
Questo ci fa tornare al problema delle scorse volte, la connettività.

Se, come abbiamo visto, in casa le soluzioni wireless sono la normalità, quando ci spostiamo dal nostro edificio ultra connesso il discordo è diverso, anche se iniziano ad essere presenti nelle nostre città soluzioni di wireless gratuito (o meno), ancora non ci possiamo contare nella gran parte delle situazioni.

Per fortuna per tutte quelle occasioni nelle quali ci serve una connessione in mobilità, magari con la possibilità di condividerla oppure averla diversa da quella del nostro smartphone, ci viene in aiuto Sitecom con il suo nuovo WL-361.

Con la sua dimensione contenuta (9 x 6,2 x 3,2 cm), un’antenna interna, il peso al di sotto di 150 g (batteria compresa) e una discreta autonomia (6 ore con il 3G attivo), il Wireless Mobile Router di Sitecom si pone come buon compromesso sia nelle situazioni dove abbiamo la necessità di condividere una piccola rete wifi, magari privata, sia quando la connettività da condividere o meno è anche verso internet (tramite adattatore 3G USB).

 

wl361

 

 

Come sempre Sitecom si prende cura dei piccoli dettagli, che nella semplicità dei loro prodotti possono fare la differenza, infatti tutte le informazioni di “prima necessità” sono ben visibili tramite i led presenti sopra (per quanto riguarda lo stato dei servizi) e a lato (per quanto riguarda la batteria). Sempre presente l’opzione OPS per una facile configurazione dei device che integrano questa soluzione (ormai tutta la gamma Sitecom), un’antenna integrata ad alte prestazioni che garantisce ottima copertura sia in spazi chiusi che all’aperto (perché mobilità vuol dire anche parco, città o barca).

Ottima interfaccia per gestire al meglio il set di possibilità, dalla sicurezza WiFi ai NAT puntuali, dal firewall al DNS dinamico (bella l’idea di avere anche questo in mobilità) e buone le prestazione della wireless 150Mb che non ha nulla da invidiare ai router tradizionali.
Sempre inclusa la garanzia dieci anni (come tutti i prodotti Sitecom) e due anni per la batteria.

Dopo averlo usato per qualche giorno se ne possono apprezzare i molti usi, tanto da poterlo persino sostituire al router di casa e poi portarselo sempre dietro.
Una pecca è la necessità di un modem USB per avere la connessione verso internet. Perfetta la classica InternetKey che va tanto di moda, ma questo significa  un costo e un prezzo in più da portare in giro in caso non se ne possegga una, oltre che l’incognita della compatibilità (seppur ottima dai test effettuati).

Tirando le conclusioni, il WL-361 è un’ottima soluzione sia per il rapporto qualità/prezzo sia per la flessibilità d’uso, in particolar modo se avete già una InternetKey e volete sfruttarla al meglio in casa o fuori.

Sicuramente migliorabile in fatto di portabilità, magari includendo il modem e riducendo ulteriormente le dimensioni, chissà che non ci sarà una sua evoluzione a breve.

Ringrazio, come sempre, Sitecom Italia per l’opportunità della “prova su strada”.

Wellness

Oggi mi girano………Come faccio a spiegarmi con certi caproni? : La tecnologia digitale non è sinonimo di innovazione!

Innovation can therefore be seen as the process that renews or improves something that exists and not, as is commonly assumed, the introduction of something better.

Innovazione è un’attività di pensiero che, elevando il livello di conoscenza attuale, perfeziona un processo migliorando quindi il tenore di vita dell’uomo.

Zen Green Leaves on Peaceful Blue

Città intelligenti?

L’altra sera, a Torino, ho cenato con dei carissimi amici e ho affrontato con loro il tema delle città intelligenti.

Il contesto era quello relativo a un premio da assegnare alle municipalità italiane che, negli ultimi tempi, si sono maggiormente impegnate nel rendere la vita nelle città più semplice, grazie a un approccio smart.

Gli esempi non mancano: sistemi di trasporto integrati, sistemi di illuminazione sensibili, reti telematiche a sostegno dell’interoperabilità fra sistemi pubblici, alerting via sms e chi più ne ha più ne metta. Certo non siamo ancora ai livelli canadesi, per capirsi. Città come Vancouver o Toronto, da anni provano a creare un ecosistema digitale interoperabile e integrato, a sostegno di una qualità della vita che, da noi, ancora non è immaginabile.

La mia città, Venezia, ha affrontato spesso questi temi e lo ha fatto puntando sulla partecipazione dal basso. Va preso atto che alcune delle iniziative degli ultimi anni hanno creato sistemi di ascolto digitale, dai quali ci si aspetta poi una programmazione smart , digitale e futuribile a carico, ovviamente, del Comune e delle sue società pubbliche di servizi.

Veniamo, però alla prosa, perché la poesia si chiama Iris.

Venerdì pomeriggio arrivo a casa verso le 16.00 e appena disinnesto l’allarme dell’antifurto mi viene segnalata un anomalia al combinatore telefonico.

Non ci faccio caso e dopo un po’ decido di sfogliare i messaggi di posta elettronica ma, ahimè, la connessione ADSL non da segni di vita.

Chiamo il 187 dal cellulare (ho un abbonamento ADSL del tipo Alice) e chiedo lumi. Risposta: “Ha staccato il router?, ha staccato il filtro ADS?, ha staccato i cordless? ha staccato il combinatore telefonico?, altrimenti non possiamo fare la prova da remoto“.

Ok, eseguo tutte le istruzioni e li richiamo: “Beh da qui si vede che c’è un problema ma, forse, sa non saprei, ecco, che ne dice di sentire la ditta del combinatore telefonico?

Faccio anche questo e, ovviamente, essendo ormai le 17.00 del venerdì, mi danno un appuntamento per lunedì mattina, anche perché un po’ scettici, non credono sia colpa loro, il combinatore, dicono, è a prova di bomba e temporali, recentemente, non ce ne sono stati.

Passa il venerdì e il sabato mattina richiamo Telecom che, finalmente, ammette un guasto “a livello di centrale”. Che vuol dire? Cosa farete? Cosa succede ora? Quando lo aggiusterete? Son tutte le mie lecite domande, credo. Bene, morale della favola, mi dicono che, secondo contratto (che dovrò rileggere) il tutto dovrebbe essere risolto per mercoledì, visto che in mezzo ci sono anche il sabato e la domenica.

Ovviamente mi incazzo come una iena e impreco un po’ tutti i santi del paradiso.

Ma veniamo a oggi, che è domenica. Vedi un po’ che proprio a 100 metri dalla mia abitazione c’è un mini cantiere di Vesta ora Veritas (società pubblica del Comune di Venezia). Mi viene il sospetto, guardo meglio in mezzo ai cartelli e agli sbarramenti e vedo un pozzetto Telecom.

Nel contempo arriva un vicino al quale chiedo lumi……”E’ da venerdì che siamo tutti isolati, son stati quelli di Vesta che hanno tranciato il cavo Telecom , siamo tutti incazzati neri”.

Vesta

Morale della favola, Vesta società del Comune di Venezia, crea un danno, non lo ripara, non c’è interoperabilità di sistema con Telecom (società che fornisce connettività al sistema municipale di Cittadinanza Digitale) e, soprattutto, non c’è sistema di alerting per i cittadini e non c’è ombra di un sistema smat per la soluzione dei problemi.

Vesta 2

SMART CITIES?

Ok, riparliamone più avanti, quando avremo risolto problemi di back-office, di interoperabilità, di customer-care e, soprattutto, di buon senso.

Intanto faccio civic hacking e segnalo a Iris:
http://iris.comune.venezia.it/frmListaProblemiNew.aspx (segnalazione 7451) ……. che poi, sia chiaro, di tre segnalazioni che ho fatto, non mi hanno mai risposto e nemmeno risolto il problema.