Crescere meno, crescere meglio.

Su questo spazio si è argomentato spesso, anche se in modo sintetico e banale, sulla decrescita.

Wikipedia dice che la decrescita è”….basata su principi ecologici, biologici, sociali e culturali, che prefigurano un nuovo paradigma di civiltà, in contrapposizione con quelli che regolano i sistemi vincolati alla crescita economica.”

Con la benzina alle stelle, con flussi migratori di massa che testimoniano gli scompensi economici e, soprattutto, solidali. Con la miopia dei capitalisti che puntano ancora allo spreco come volano per la produzione con, con, con……

Ebbene si, anche con la nostra imperterrita ricerca di una crescita social/digitale, dove crediamo di andare?

Giorgio, proprio oggi mentre cazzeggiavo su FF, mi condivide e mi chiede di diffondere questo incontro in programma a Trieste sabato prossimo: http://resfvg.blogspot.com/2011/02/festa-della-decrescita-2011-programma.html

decrescita

Son temi importanti e assolutamente da condividere, specialmente da parte di chi, come il bloggante e la sua famiglia, da anni cerca di impegnarsi nei GAS e nelle pratiche di finanza etica, di economia solidale, nonchè di stili di vita eco compatibili, ecc.

Ecco, direte voi che ci azzecca con il web sociale? Mah, a pensarci bene i sei gradi di separazione cominciano a starmi stretti e, secondo me, la decrescita passa anche per una riduzione e una scelta dei contatti sociali che siano portatori di valore. Sarò fuori tema? Forse, ma ci sto ragionando.

5 risposte a “Crescere meno, crescere meglio.

  1. Io pensavo anche ad una certa “mobilità” dei contatti. Magari in un certo periodo gradisco seguire un contatto perché tratta alcuni argomenti, mentre in seguito i miei interessi evolvono, oppure è lui a scegliere una deriva che poco incontra le mie esigenze.
    Analogamente (per riallacciarsi al discorso sugli hub) in diversi periodi potrei essere interessato da diversi stream dello stesso utente.

      • Appunto! Quelli che oggi consideri contenuti di valore, domani potresti trovarli delle banalità. E viceversa.
        Da li la necessità di categorizzare i contatti (come si può fare, per esempio, con le liste di twitter) o di optare, di volta in volta, per il (de)follow.

      • Si, ha il suo senso e fila ma, il mio approccio alla GAS, punta sulla rete di conoscenze dirette dove la fidelizzazione si tocca con mano e con le esperienze vissute assieme.
        Stamane stavo “defollowando” un sacco di friends da 4sq perchè, fra me e me, dicevo: “ok, ci sarà pur del valore in queste relazioni di rete ma, c’è la fiducia”? Lo so, discorso complesso.

  2. Io pensavo anche ad una certa “mobilità” dei contatti. Magari in un certo periodo gradisco seguire un contatto perché tratta alcuni argomenti, mentre in seguito i miei interessi evolvono, oppure è lui a scegliere una deriva che poco incontra le mie esigenze.
    Analogamente (per riallacciarsi al discorso sugli hub) in diversi periodi potrei essere interessato da diversi stream dello stesso utente.

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