Due amici, di quelli bravi, mi portano ad argomentare sul fenomeno eBook. Entrambi sono consulenti della PA (e non solo), entrambi sono dei guru dell’eLearning.

Mauro mi ha omaggiato della sua ultima opera che ho iniziato a leggere l’altro giorno e che spero di concludere in settimana. Si tratta di un percorso, una svolta. Forse un innamoramento. Mauro si avvicina a questo nuovo modello, e lo fa suo, vuol partecipare in prima persona al cambiamento, all’innovazione. Diciamo che vuol assumersi tutti i rischi e si offre incondizionatamente.

 

elogio

Gianni, si sa, non le manda mai a dire. Anche lui proviene dall’esperienza eLearning e ne sancisce la sconfitta da tempo, attribuendo le colpe non certo al modello, non certo all’innovazione, non certo alla smania digitale, ma alla voglia di studiare, al senso da dare allo studio. E allora si chiede quale è stata e quale sarà la gloria dell’eBook “Domandiamoci il perchè tanti progetti di innovazione” durano lo spazio della sperimentazione e non si consolidano. Affrontiamo seriamente il problema della vera innovazione e riflettiamo sulle condizioni e sui percorsi dell’innovazione. Per ora tante tecnologie, soprattutto a scuola, sono novità, non innovazione.”

Ora dico la mia. Se l’eBook rimane confinato nel circolo dei geek, e spinto solamente dal vento del digitale a prescindere, ha davvero poco senso. Se vi sarà un azione di massa gestita dallo stato, forse, la svolta potrebbe essere a portata di mano. Ma l’esperienza LIM insegna, senza sostenibilità il progetto fallisce, non basta la delivery, ci vuole una grande azione di sostegno e qui torniamo nuovamente al problema dell’alfabetizzazione digitale di massa.