Un' identità comune

Lo squallore a cui assistiamo, mescolato alla mediocrità dei protagonisti sulla scena, mi permette di portare un esempio recente sull’identità comune e sulla forza di un popolo.

Premessa: Pochi giorni addietro, elucubravo sulle cose che ci uniscono (poche) e sullo spirito di appartenenza (al branco). Su queste riflessioni si innesta sempre un ricordo forte, fortissimo, indelebile sul senso di appartenenza degli americani che, durante i miei viaggi in USA ho guardato anche con un certo sospetto. L’attaccamento alla bandiera, all’identità nazionale e ai padri fondatori è qualcosa di ossessivo e non negoziabile.

L’altro giorno, il senatore Mark Udall del Colorado, ha fatto una proposta ai suoi colleghi del senato in ordine alla disposizione sui banchi del congresso per assistere al discorso del Presidente Obama sullo Stato dell’Unione. Ecco un estratto della proposta dal suo sito ufficiale:

As I’ve said before, we need to bridge the partisan divide that has hindered progress in Washington, D.C., for far too long. We began this year in sadness, and it was in honor of our colleague Gabby Giffords and all of the other victims of the shooting in Tucson, that I called for Democrats and Republicans to sit together at the State of the Union address tonight….”

Sostanzialmente si è trattato di un invito a mescolarsi nei banchi del congresso, senza dividersi in schieramenti, sottolineando che la tragedia di Tucson doveva rappresentare un punto di partenza per una ritrovata unione sui valori comuni, irrinunciabili, non negoziabili e segno distintivo del monolite americano che, come ha poi sottolineato Barack Obama nel suo discorso, sono l’essenza e il fondamento per tornare a competere e sfidare le economie emergenti.

Dunque, un’ identità comune, un’ appartenenza orgogliosa e, soprattutto nessuna differenza sui principi fondanti. Va detto che moltissimi senatori hanno aderito alla chiamata e si sono mescolati fra loro senza distinzione di partito, per assistere al discorso.
Durante il dibattito alla CNN si è spesso paragonata la faziosità agli schieramenti da “football game”, vi ricorda qualcosa?

 

E qui da noi?

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