Io sono Paola

La storia di Paola Caruso sta scalando l’attenzione dell’intera blogosfera italiana. Molti di noi stanno inviando a Ferruccio De Bortoli questa email, confidando in un’evoluzione positiva dell’intera drammatica faccenda (via)

Egregio direttore,

Leggo che una collaboratrice della vostra testata, Paola Caruso, ha iniziato uno sciopero della fame perché – dopo sette anni di collaborazione precaria con la testata – pensava di poter concorrere a un posto che è stato assegnato invece a un ragazzo appena uscito dalla scuola di giornalismo.

Conosco personalmente molti amici di Paola, ho visto che attorno a lei si sono strette solidalmente molte persone, che la conoscono e che non la conoscono, soprattutto in questo gruppo su Friendfeed: conosco e stimo molti di quelli che la stanno incoraggiando e che l’hanno convinta a sospendere lo sciopero della sete per evitare danni fisici.

Per questo motivo, ho ritenuto di aderire alla sua protesta scrivendole questa lettera.

Se quello che Paola dice è vero (e non ho motivo di dubitarne), trovo scandaloso e inconcepibile che il Corriere della Sera – in un momento di difficoltà – preferisca fare un contratto di qualsiasi tipo a qualcuno perché dispone di un santo in paradiso, piuttosto che pensare di offrire una chance in più a un giornalista che collabora con successo con la testata da anni.

La prego quindi di voler registrare il mio biasimo per la decisione (chiunque l’abbia presa, è sempre il direttore che se ne deve assumere la responsabilità) e di accogliere l’invito a confrontarsi con la sua collaboratrice per individuare una soluzione che soddisfi sia le sue aspettative che i vincoli legati al momento di difficoltà che attraversa il Corriere.

Io ho avuto il coraggio di scriverle, molti lo hanno fatto o lo faranno, lei abbia il coraggio di rispondere, innanzitutto a Paola, ha sicuramente nella sua inbox una email di Paola che attende risposta, e a tutta la community che si è formata attorno, le assicuro che sui social network c’è gente pronta ad ascoltare, in maniera critica, ma civile.

Cordialmente,

Gianluigi Cogo

 

l’hastag per i socialmedia è #iosonopaola e molti stanno usando l’immagine qui sotto per il proprio avatar temporaneo

iosonopaola

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