Vorrei segnalare inoltre che le tv nazionali sono andate ad intervistare, al citofono, il soggetto agli "arresti domiciliari". Ma degli amici, colleghi, familiari della vittima nessuna traccia.
A dire il vero, il marito lo hanno intervistato in Rai due giorni fa e, con grande dignità e senso di rispetto nei confronti di noi italiani ha detto di non ritenere affatto che si tratti di un problema "razziale".
in questo caso specifico
il reato è chiaro "omicidio colposo"
le prove e i testimoni sono lì
il perchè non si faccia un processo
entro un mese dagli accadimenti
dovrebbe essere un mistero
Personalmente penso che il problema carcere si/no sia fuorviante; il carcere cautelare, secondo il nostro ordinamento, si impone per il pericolo di reiterazione del reato (pericolo possibile) e/o pericolo di inquinamento delle prove (ipotesi impossibile, visti gli eventi), e anche se venisse portato a Rebibbia, con i tempi della nostra giustizia, prima dello svolgimento del processo, scadrebbero i tempi di custodia cautelare e quindi la permanenza agli arresti sarebbe stata quantomeno inutile.
Attenzione non sto prendendo una posizione a favore o contro il carcere, ma prendendo in considerazione tutte le circostanze del caso, anche gli arresti domiciliari seriamente controllati e verificati potrebbero raggiungere lo stesso risultato, senza aggravare i costi della macchina penitenziaria; questa è una valutazione che devono fare i magistrati.
Non amo questa rincorsa al giustizialismo e/o all'indulgenza, ne tantomeno le immediate speculazioni politiche che se ne fanno, ma da un Alemanno che vuole apparire come l'uomo dell'ordine e della giustizia me le aspetto… da quì le polemiche.
In soldoni, lasciamo valutare serenamente ai magistrati il da farsi..ciò che invece mi preoccupa è la spirale di violenza/odio che sta crescendo nel paese (sempre meno civile) nel quale un battibecco alla fila di un bar finisce troppe volte in rissa con conseguenze imprevedibili! (come in questo caso)..
Ok, ma non ci può essere "giustizialismo" solo quando ci son di mezzo gli extracomunitari. Non si può reclamare carcere duro anche in attesa di processo solo per chi non è italiano.
Alemanno fa il suo gioco, pensando al consenso, è ovvio. Ma noi dobbiamo pensare alla reiterazione. Perchè dicono che non c'è pericolo visto che il tizio è recidivo?
esatto Gigi, sospetto che il caso specifico vede il problema della presenza di un extracomunitario nella vicenda…sono totalmente d'accordo sul primo punto..
sul secondo, idem, c'è pericolo di reiterazione del reato, quindi a rigor di logica….chi sostiene che il tizio non è pericoloso lo fa per un pugno di consenso in più (vergognoso)…è una squallida speculazione politica…lasciamo stare, rimaniamo nell'ambito giuridico della questione :-(
Io mi domando perché la magistratura non lo porta in carcere
Vorrei segnalare inoltre che le tv nazionali sono andate ad intervistare, al citofono, il soggetto agli "arresti domiciliari". Ma degli amici, colleghi, familiari della vittima nessuna traccia.
A dire il vero, il marito lo hanno intervistato in Rai due giorni fa e, con grande dignità e senso di rispetto nei confronti di noi italiani ha detto di non ritenere affatto che si tratti di un problema "razziale".
in questo caso specifico
il reato è chiaro "omicidio colposo"
le prove e i testimoni sono lì
il perchè non si faccia un processo
entro un mese dagli accadimenti
dovrebbe essere un mistero
E non dimenticare la reiterazione. Lo aveva già fatto!
Personalmente penso che il problema carcere si/no sia fuorviante; il carcere cautelare, secondo il nostro ordinamento, si impone per il pericolo di reiterazione del reato (pericolo possibile) e/o pericolo di inquinamento delle prove (ipotesi impossibile, visti gli eventi), e anche se venisse portato a Rebibbia, con i tempi della nostra giustizia, prima dello svolgimento del processo, scadrebbero i tempi di custodia cautelare e quindi la permanenza agli arresti sarebbe stata quantomeno inutile.
Attenzione non sto prendendo una posizione a favore o contro il carcere, ma prendendo in considerazione tutte le circostanze del caso, anche gli arresti domiciliari seriamente controllati e verificati potrebbero raggiungere lo stesso risultato, senza aggravare i costi della macchina penitenziaria; questa è una valutazione che devono fare i magistrati.
Non amo questa rincorsa al giustizialismo e/o all'indulgenza, ne tantomeno le immediate speculazioni politiche che se ne fanno, ma da un Alemanno che vuole apparire come l'uomo dell'ordine e della giustizia me le aspetto… da quì le polemiche.
In soldoni, lasciamo valutare serenamente ai magistrati il da farsi..ciò che invece mi preoccupa è la spirale di violenza/odio che sta crescendo nel paese (sempre meno civile) nel quale un battibecco alla fila di un bar finisce troppe volte in rissa con conseguenze imprevedibili! (come in questo caso)..
Ok, ma non ci può essere "giustizialismo" solo quando ci son di mezzo gli extracomunitari. Non si può reclamare carcere duro anche in attesa di processo solo per chi non è italiano.
Alemanno fa il suo gioco, pensando al consenso, è ovvio. Ma noi dobbiamo pensare alla reiterazione. Perchè dicono che non c'è pericolo visto che il tizio è recidivo?
esatto Gigi, sospetto che il caso specifico vede il problema della presenza di un extracomunitario nella vicenda…sono totalmente d'accordo sul primo punto..
sul secondo, idem, c'è pericolo di reiterazione del reato, quindi a rigor di logica….chi sostiene che il tizio non è pericoloso lo fa per un pugno di consenso in più (vergognoso)…è una squallida speculazione politica…lasciamo stare, rimaniamo nell'ambito giuridico della questione :-(
Io mi domando perché la magistratura non lo porta in carcere
Stessa domanda che ci siam posti in famiglia, e alla quale non troviamo risposte.
Leggendo la cronaca di Roma son rimasto allibito:
http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/10/17/news…