Post di catepol. Guido Scorza (intervistato da Byoblu) ci spiega un paio di cosette su Facebook, privacy e chi decide se i nostri contenuti siano degni o meno di stare sul Faccialibro ecc.
Tutto riassumibile nel mio “Facebook dà, Facebook toglie” o anche “Quello che metti su Facebook non è tuo ma è di Facebook”. Buona visione.
Il tuo Facebook non è esattamente il tuo Facebook. I contenuti che gli affidi non sono più tuoi. Hai voglia a protestare perchè ti hanno segato il profilo o chiuso una pagina. Buona visione.
Tutto molto vero ma non ci vedo il problema.
Facebook è una piattaforma privata e proprietaria.
Il fatto che questa sia più frequentata non la rende qualcosa di diverso da quello che è.
Non scherziamo: non vorremo mica varare delle leggi che impongano variazioni alla linea “editoriale” di un sito o una piattaforma online.
Io posso editare i contenuti lasciati da altri nei miei spazi se non si adattano alla mia linea e così può fare anche facebook: non vedo perché chiedere dei restringimenti in materia.
La libertà di espressione non è minacciata fintanto che io posso esprimermi sul mio spazio (e si: per la propria libertà di espressione su internet occorrono soldi, voglia e competenze tecniche).
Internet non è morta: anzi è più viva di prima.
(e comunque pontificare contro i giardini chiusi da un video su youtube è, come dire, quasi paradossale)
Però, proprio oggi, Mr. Zuckerberg ha annunciato una strambata epocale.
Non è morta.
Aspetta di rinascere quando il dialogo diventerà costruttivo.
Per qualcuno.
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