nearby

Torno sul tema dei servizi di geolocalizzazione dopo aver letto alcune dissertazioni.
Premessa d’obbligo è la dimensione del contesto e alcune esperienze vissute.

Non so se stiamo parlando di un bisogno o di un opportunità, so di certo che i mezzi abilitanti (palmari in primis) offrono alcuni benefici che i servizi di geolocalizzazione (Foursquare, Gowalla, Brightkite, ecc.) sono in grado di proporre con un indiscutibile appeal.

Sull’ uso/abuso da parte degli early adopter, non mi preoccuperei poi più di tanto. E’ chiaro e lampante che, specialmente in Italia, il modello di business non viene ancora percepito per la sua portata e la sindrome del “sindaco” sta prevalendo su altre funzioni legate a questi servizi che, a mio modo di vedere sono assai più utili. Ma non succede solo da noi, prova lo è il servizio: http://check.in/ che provvede alla simultanea localizzazione su più servizi.

Dunque è prevalente notificare il presidio e la presenza sul “luogo”. E forse è normale che all’inizio sia così perchè altri vantaggi sono tutti da dimostrare.

Nel mio recente viaggio negli USA ho potuto verificare di persona la tendenza (decisamente in crescita) di utilizzare questi servizi come dei “social advisor” nell’ambito dei locali pubblici, in special modo bar e ristoranti. L’uso del “tip sociale” è molto frequente e aiuta nella scelta, PRIMA, della geolocalizzazione che diventa utile per tener traccia dei locali frequentati o per riservarsi un posto al sole fra i clienti più assidui che, di norma, vengono premiati dai gestori dei locali per la loro capacità di fare marketing a basso costo.

tip

L’uso del tip mi è stato spesso utile e mi ha aiutato nella scelta dei locali e, molto spesso, anche la funzione Nearby, che segnala eventi speciali nelle vicinanze, è risultata vincente. Da noi, quest’ultima, è pressochè sconosciuta, dunque segnalo due link utili per la comprensione:

1) http://support.foursquare.com/entries/199309-will-my-special-show-up-on-people-s-mobile-devices-when-they-are-nearby
2) http://foursquare.com/businesses/overview?vid=4193952

Credo che la maggior parte delle discussioni che leggo in rete su questi servizi, prescindano dall’analisi di queste dinamiche e spesso si arrovellano sul flame dei “sindaci” e dell'”outsding”, certamente legati alla nostra sindrome italica del celopiulunghismo. Sarebbe invece interessante sviluppare del business o delle simulazioni sullo stesso, laddove abbia senso un evento speciale, un offerta mirata, ecc.

Per inciso gli americani usano molto anche Gowalla, nonostante che ne dica Business Insider, che ha meno utenti ma è più sobrio e più attento ai “fake”. Gowalla permette, inoltre, di postare delle immagini relative, spesso, alle consumazioni (piatti e pietanze) o ai locali (arredi, facilities, ecc.).

gowalla

Che ne dite, proviamo a fare un salto di qualità? Magari il nostro sistema turistico potrebbe trarne dei vantaggi. Oppure continuiamo a fare check-in sul divano di casa o alla macchinetta del caffè in ufficio?