Portfolio che passione

Tempo fa ho rimesso mano al mio Photoblog personale: http://www.gigicogo.it/ cercando di sfruttare al meglio le opportunità offerte dal Mac e da iWeb. Il risultato è abbastanza soddisfacente anche se vorrei sfruttare meglio il concetto di “portfolio” e dunque di collezioni.

Un nuovo servizio, appena uscito dalla beta, forse fa al caso mio: http://gigicogo.pullfolio.com/, che ne pensate?
Funziona sfruttando le API di Flickr, quindi è sufficiente autorizzare Pullfolio ad interoperare con il nostro account di Flickr.

E’ anche disponibile l’applicazione per iPhone e iPad e il tutto è basato su HTML5 senza creare problemi ai dispositivi mobili che non amano Flash. Ho ancora 5 inviti per Pullfolio. Fatevi avanti se siete appassionati di fotografia.

Pullfolio

Thanks to Catepol for inviting me.

Cloud Company now?

I cambiamenti sono già avvenuti.

Open innovation, l’innovazione aperta è realtà.

In questo momento il numero degli account aperti sui social network ha superato il numero degli account email.
L’utilizzo dei social network è praticamente due volte l’utilizzo della mail.
ah, son 2 anni e mezzo che le mail sono state superate dai social network…non è questione di oggi.

Linkedin, social network professionale, ha milioni di nuovi utenti al mese.
Negli USA, facebook la fa da padrone.

Su Facebook ogni giorno viaggiano circa 3 miliardi e mezzo di contenuti condivisi dagli utenti.

400 milioni di utenti su Facebook, di cui almeno la metà ci entrano ogni giorno. Di questi, 100 milioni accedono a Facebook da un telefonino, da connessioni in mobilità.

Solo in Cina, QQ (il più popolare social network cinese) ha 400 milioni di utenti registrati. E il mercato dei beni digitali monetizzabili in Cina è molto più grosso di quello degli USA.

Ogni secondo, in tutto il mondo, vengono postati: 600 tweet, 700 update su Facebook, 580 video su Youtube e, last but non least, almeno 10 check in su Foursquare.

80 milioni di persone giocano a Farmville ogni giorno.

Non esiste altra epoca nella storia dell’umanità in cui le connessioni tra gli esseri umani siano state così importanti. Le idee si diffondono attraverso blog, twitter, facebook, social network…

Nel mondo fisico siamo a 6 gradi di separazione da ogni altro essere umano. Su Twitter siamo scendiamo a 5 gradi di separazione da ogni altro essere umano. E se fossimo già arrivati ad essere a soli 2 gradi di separazione da ogni altro essere umano?

Sono numeri impressionanti. Cosa dicono questi numeri alle organizzazioni?

Internet ha fatto emergere nuove forme organizzative. E’ arrivato il momento delle Cloud Company?

(via http://www.elisa.com/en/http://www.dicole.com)

Beata gioventù

vecchi

Si, siamo vecchi dentro. E questo è il paese ideale per i vecchi.

Il giovane Cameron aumenta la tassa sui patrimoni e la porta al 28%. E’ un conservatore, degno erede della Tacher e di Regan. Da noi questa cura è considerata “comunista”.

Merkel e Cameron tassano le banche. Da noi no, non si può perchè la conseguenza, sarebbe tragica per le imprese. Sigh! (I consiglieri di amministrazione delle banche, espressi dai partiti e da confindustria non ………….. vabbè, dai, non son fatti che intrigano le casalinghe e i tamarri, lasciamo le considerazioni in sospeso, forse è meglio).

E’ proprio un paese di vecchi, per i vecchi e i furbacchioni. Se poi fottiamo le nuove generazioni difendendo i nostri vecchi privilegi, che importa. Tanto se vincerà la nazionale, passerà anche la manovra. Nell’indifferenza generale.

Maledetti italiani

 

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immagine di Attilio Salci

Lo so, lo so non è trendy. Parlare di regole, di senso del dovere, di senso civico, ormai è fuori moda. Sono argomenti che annoiano i più e che fanno male a chi li propone. A quei vecchi babbioni che continuano con la cantilena del “si stava meglio quando si stava peggio”. Già, che noia!

 

Storiella vissuta n.1

Sono alla fermata dell’autobus di Via Carducci a Mestre e, assieme a diversi altri utenti, attendo la corsa che mi porta in ufficio. Il traffico è quello solito e si formano code abbastanza lunghe al semaforo poco distante dalla fermata. Spesso accade che la coda si prolunghi fino ad invadere le linee gialle della fermata stessa e costringa, poi, l’autobus che sta arrivando per raccoglierci, ad attendere qualche minuto .

L’autista, forse stressato, forse distratto, forse italiano, decide di fermarsi 150 metri prima della fermata, spazientito dalla coda di auto. Guardo la scena, vedo che dal posto di guida ci fa segno con le braccia “…venite avanti…”. Resto sorpreso e allargo le braccia in segno di sconforto. A qual punto mi incammino fra le auto in coda, raggiungo l’autobus e subito gli chiedo: “mi scusi ma perchè non ha raggiunto la fermata e ci ha raccolto regolarmente dove indicato?”. Apriti cielo, inizia a insultarmi a delirare (ovvio che si tratta di un italiano doc) e, fra le tante frasi alla cazzo, la più bella: “…anche voi utenti ne combinate tante…”!

Eh?

Vabbè, mi hai toccato e allora la mia indole da rompicoglioni prende il sopravento. Inizio solo a ricordagli che svolge un servizio pubblico, che deve rispettare le regole, che c’è un contratto di servizio, che se ci fosse un disabile o qualche anziano lo metterebbe in condizioni disagevoli, ecc. Ovviamente continua nel suo delirio e cerca di farmi passare dalla parte del torto perchè, ovviamente……..dove sta il problema? Son salito, l’autobus cammina, a cosa servono regole e doveri? A cosa serve l’educazione e il senso civico?

Non che mi illudessi di avere un appoggio particolare dagli altri utenti. Infatti erano quasi tutti italiani. INDIFFERENZA! Anzi, mi son sentito proprio un pesce fuor d’acqua e alcuni sguardi erano indicativi, molto indicativi, lasciavano intendere un “…non romper le palle, sali e stai zitto che delle TUE regole frega a nessuno…”. Già, MIE regole. Già!

 

Storiella vissuta n. 2

Caos al gate di Fiumicino. Il volo 1483 per Venezia delle 21.05 sparisce dal monitor e appare, al suo posto, un volo 1473 delle 21.40. Conseguente agitazione dei passeggeri, personale aereoportuale in panico, l’uscita B11 presa d’assalto da tutti gli utenti che chiedono informazioni. Dove cazzo è finito il volo?

Il personale non capisce, telefona, e ci dice serenamente: “…ma è questo il vostro volo, solo che partirà in ritardo!…” .”No guardi, noi abbiamo l’indicazione precisa del volo 1483 sulla carta d’imbarco, li c’è scritto 1473, è un altro volo”. E via con le prime imprecazioni. Il caos aumenta.

Alle 21.25 il personale aereoportuale, senza avviso sonoro, si esercita in un passaparola, tutti giù al gate B22 a piano terra il vostro aereo partirà da li in ritardo. Corsetta buffa lungo l’aereostazione da parte di un centinaio di persone che si precipitano, armi e bagagli, verso il nuovo gate indicato, con sorpresa finale.

Al gate B22, infatti, l’indicazione riporta un volo per Bari che, dalle 20.30 è spostato alle 24.30 con conseguente rissa fra il personale e gli utenti, incertezza sulle indicazioni dei pasti offerti per il disagio (gentilmente offerti da Alitalia) e sul supporto garantito per eventuali alternative (forse un treno nella notte?). In questo caos, noi del volo per Venezia che ci azzecchiamo? Infatti il personale del gate ci guarda stralunato e ci dice che del nostro aereo non sa nulla. Apriti cielo, il gate diventa un ring. Italiani incravattati e dall’aria vagamente professional esprimono ghigni degni dei lottatori di sumo.

Alla fine arriva la telefonata, il nostro aereo arriverà proprio a quel gate. Speriamo presto e, appena si risolveranno i problemi degli sventurati che dovevano prendere il volo per Bari.

Nel mentre tutto ciò si complica e si aggroviglia, arriva un signore sudato e trafelato che comunica al personale del gate di aver portato giù personalmente il disabile dimenticato da tutti e ovviamente dall’assistenza portuale. Mi viene un groppo in gola e scorgo la carrozzina del disabile nel mezzo del caos fra i professianal che urlano e alcuni stranieri che non capiscono cosa sta succedendo. Ovviamente ci si mette in mezzo pure un cinese che non capisce ne l’inglese ne l’italiano. Hai visto mai?

Alla fine l’annuncio, l’aereo partirà, i posti assegnati non saranno più validi (urla e bestemmie all’indirizzo di CAI, Colaninno, new e old company  e chi più ne ha più ne metta).

Alle 22 e 10 si parte e in aereo, dopo la guerra per i posti dovuta anche alla mancata disponibilità di una delle due scalette, ci si siede e si borbotta facendo comunella con gente sin prima sconosciuta. Un signore di Crotone mi accompagna in una amabile chiaccherata sui valori, sull’etica, sul diritto, sui doveri, sull’orgoglio, sul senso di appartenenza…..sull’INDIFFIFERENZA. “Vedrà”, mi dice, “appena atterrati, tutti spazzoleranno la forfora e i problemi alla fonte verranno rimossi”.

Purtroppo non è proprio così. Appena atterrati sorge un problema fra un signore, il suo trolley e il personale aereoportuale preposto a consegnare i bagagli eccedenti dalla stiva. Non si capisce bene quel che succede ma, l’addetto (di colore) a un certo punto alza la voce “…aspetta un attimo che chiamo il mio responsabile….” Apriti cielo, dal fondo del bus un signore professional, con cravatta e 24 ore intima in perfetto veneto: “..torna da dove che ti xe vignuo e no sta romper i co….”. Ecco, l’anello debole è colpito a morte, come sempre, come è sempre stato.

Basta scaricare le nostre frustrazioni sull’ultimo della classe e tutto può continuare nell’indifferenza generale.

Maledetti italiani!