di Claudio Marino
Dura lex sed lex, si diceva una volta: va rispettata anche se dura, perché stabilisce principi generali validi aldilà dei fatti contingenti.
A volte, però, si lascia prendere la mano: allora, cessa di essere il baluardo della legalità, il confine tra lecito e illecito, la garanzia dell’equilibrio tra diritti propri e altrui. E in questi casi, arriva a creare dei mostri. Mostri? Si, mostri: creature orribili, che incutono incubi, che spaventano per ciò che potrebbe accadere più che per ciò che accade oggi. Che seminano panico tra i professionisti della giurisprudenza, dell’informazione, tra i semplici cittadini. Che con la potenza e la velocità di un fulmine a ciel sereno in una tiepida e tranquilla giornata estiva scuotono le coscienze, agitano le esistenze rilassate e un po’ apatiche di tutti noi.
E anche noi iniziamo a preoccuparci. Cosa potrà accadere domani? Come potrò essere tutelato nei miei diritti fondamentali, se la legalità, il rispetto e la dignità già oggi sono disattesi, non sono più considerati da qualcuno valori meritevoli della massima tutela da parte dello Stato?
Come potrò domani alzarmi, andare al lavoro, passeggiare per strada in tutta tranquillità, sapendo che qualcuno, alle mie spalle, sta tramando nei miei confronti, infischiandosene della legge, del rispetto, dell’onorabilità altrui, dei problemi personali che ognuno di noi ha, specialmente in questi periodi di crisi?
Specialmente quando che delinque, chi si macchia di reati contro la comunità, si sbeffeggia degli altri, invocando cavilli legali per evitare le proprie responsabilità davanti ad un tribunale.
In tutti noi i recenti avvenimenti destano grande preoccupazione. Dura lex sed lex, dicevamo. E oggi la legge, che va rispettata, ha stabilito che a volte, chi esercita violenza sull’altrui persona, non può essere giudicato, in quanto la legge lo ritiene non punibile.
E allora, ho una proposta: visto che oggi sembra che ciascuno possa compiere qualunque azione senza temere conseguenze, senza vergognarsi, in barba alla legge, perché non nominare Massimo Tartaglia Ministro dello sviluppo economico? D’altra parte, acquistando la statuetta del duomo ha comunque contribuito all’economia del paese, anche se in modo un po’ diverso dal suo predecessore. In alternativa, sarebbe indicato il Ministero dell’Interno (immaginate cosa potrebbe fare chi è riuscito a gabbare un intero stuolo di guardie del corpo), il Ministero per il federalismo culturale (è significativo il ricorso al Duomo di Milano anziché ad un centralista Colosseo), o ancora quello per il federalismo sportivo e venatorio (per il gesto atletico e la precisione).
Si potrebbe obiettare che già esiste chi si occupa di federalismo, anche di nuova nomina: ma non è che anche quest’ultimo, caro direttore, costituisce un precedente un po’ pericoloso? E non solo perché porta sfiga.
bello!
bel pezzo claudio.
:-)))