Chi mi legge con continuità, sa che mi intrigo ancora di portali anche se, non lo nascondo, spesso le mie osservazioni insistono su concetti e su paradigmi che aiutano ad andare oltre il concetto, ormai superato, di CMS. Il mese scorso mi occupavo ancora di questi framework, cercando di capire quali piattaforme meglio si adattassero a quel concetto di ibridazione che mi piace tanto.
Durante le mie lezioni porto ancora ad esempio Number10: http://www.number10.gov.uk/ (che NON E’ un portale di servizi) perchè, secondo me, rappresenta la sintesi più evidente dell’ibridazione fra un possibile punto di accesso ai servizi e un aggregatore di canali sociali. Bada ben, canali sociali ben presidiati, altrimenti il gioco non vale la candela.
Ed è sulla ricerca della chimica giusta che possa conciliare un framework applicativo (portale servizi) con un aggregatore di canali social che i miei studi, ogni tanto, si fanno più insistenti.
Ieri, la fortuna ha voluto che potessi disporre di una sessione tutta dedicata a me per poter comprendere lo sforzo che Engineering sta portando avanti su queste tematiche. L’occasione è data dalla presentazione del modello per l’”i-governement” all’Expo di Shangai.
Si tratta di una nuova idea di portale servizi molto, ma molto sbilanciato alla gestione social e, dunque, partecipata dei contenuti e dei servizi. Con enormi potenzialità di personalizzazione estrema e, finalmente, con l’applicazione di quel concetto che mi piace tanto: frammentazione del portale in widget e ricomposizione di un qualsiasi palinsesto anche fuori dal portale.
Mi spiego meglio. Ogni servizio è un widget e questo può essere tarato, contestualizzato, georeferenziato e, quindi, esportato sui propri aggregatori sociali (iGoogle, Facebook, ecc.).
L’host (sito del comune) diventa un cloud service dove potersi creare altri widget attraverso nuove API sempre disponibili (contrattualmente la gestione dell’interoperabilità fra i servizi …tipicamente trasporti, meteo, pagamenti, ecc. è gestita dal comune) o più semplicemente attraverso RSS o embedding code. Un concetto che va ben oltre (daltronde son passati 4 anni) dalla prima esperienza presentata dalla città di Torino.
Piero Luisi, ieri, mi ha illustrato le varie evoluzioni previste, le possibili sinergie anche con i profili sociali (facebook connect, OpenID, ecc.) e mi ha fatto toccare con mano la gestione di un Back Office davvero USABILE.
Che dire. Innanzitutto che si può fare e poi, almeno io, immagino che un portale che sposi in pieno l’idea e il paradigma della consumerization, sia molto più vicino ai cittadini, specialmente per il fatto che non viene più inteso come un monolite inaccessibile, piuttosto un puzzle da comporre e scomporre a piacimento.
Per approfondire:
Brochure: http://sel.ebms.it/works/un-nuovo-modello-per-li-government/brochure%20e-gov%20-%20shanghai.pdf
Il modello “i-governemnt” è già progettato per essere acceduta via iphone e ipad: soprattutto per le parti che riguardano la dematerializzazione dei servizi pubblici.
Stanno iniziando: http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/&targetPage=/Homepage/Area_Content/Rubriche__Primo_Piano/Attualit-13-/info489809865.jsp
ok manca la parte dell’app per iphone che vedo di integrare io as promised :)