Ultimamente ho pochissima voglia di scrivere su argomenti di tendenza “tecnologico-sociale”, come faccio spesso. E poi ci sono un sacco di blog che spiegano benissimo quanto sia fantastica l’ultima diavoleria che ci cambierà per sempre la vita. Già, per sempre.
Credo sia la gran voglia di partire per le vacanze, unita a una rassegnazione quasi totale: questo paese non cambierà mai e i nuovi paradigmi del web sociale non riusciranno a scalfire la mediocrità dilagante e la desertificazione culturale in atto. Un paese senza cultura si governa meglio!
Mentre aspetto le vacanze, continuo a svolgere con entusiasmo le mie lezioni sull’eDemocracy e sui nuovi modelli possibili di eGov partecipato. Noto interesse, e tanta indifferenza. La rassegnazione poi, è un refrain classicissimo: all’estero sono diversi, sono migliori.
Domani, inoltre, ci sarà il kick-off di un altro progetto di Einclusion nel quale sono coinvolto. Cercherò di dare il mio contributo, come sempre, con rinnovata passione. Ma la voglia di vacanza e, soprattutto la voglia di spegnere il cervello è tanta. Vorrei davvero entusiasmarmi meno per le buone pratiche, per gli esempi positivi, per le cose che funzionano davvero. Infatti, quando le porto ai decisori, continuo a creare solo conflitti e mi rodo un casino, facendomi sempre più del male.
Il decisore, molto spesso (anzi quasi sempre) ha un ruolo che non coincide con la competenza. Il decisore non ama il nuovo, non vuole il meglio. Se gli offri un opportunità di miglioramento si insospettisce. Comprende subito che, non avendola colta lui, si rende evidente la sua scarsa attitudine. E corre ai ripari, si mette sulla difensiva. La sua mediocrità non deve essere svelata, meglio tenere sempre un low profile. Infatti, più il livello è tenuto basso, meno emerge la sua mediocrità.
Ernesto, l’altro giorno, mi diceva che il ruolo degli advisor non è quello di far politica. E’ vero, convengo. Ma come fa la politica a migliorare se gli advisor vengono ignorati?
Questa è una delle ragioni per le quali, spesso, mi sento inutile. Preferirei essere usato per il successo di qualcun’altro, purchè il cambiamento abbia inizio. Il ruolo dell’evangelista non mi si addice. Il ruolo del babbione delirante, ancora meno.
Negli ultimi giorni sono circondato da ragazze anglosassoni che svolgono attività di teaching presso le scuole di Mestre. Hanno l’entusiasmo dei giovani, voglia di fare e di cambiare. Ho parlato a lungo di politica (quella che ospito è laureata in politica internazionale) di eGovernment, di senso civico, di corruzione e mi vien voglia di andare via. Loro invece amano l’Italia, così com’è con le sue contraddizioni, con le sue debolezze e con le tante virtù, che vedono con gli occhi dell’ospite.
E dunque anch’io voglio essere ospite altrove. A giorni partiamo per un viaggio negli USA. Torniamo per scoprire, per capire meglio. Stavolta, dopo una settimana a New York e alcuni giorni a Philadelphia e Washington DC, sconfineremo in Canada e poi ci dedicheremo al New England. Proviamo a ripercorrere le rotte dei padri fondatori per capire i fondamenti della democrazia americana per poi comprenderne i paradossi e le contraddizioni. Almeno spero.
E’ quasi tutto pronto. I biglietti aerei, la valuta già cambiata, l’auto noleggiata via internet. L’alloggio a NYC è quello dell’ultima volta, dalla stessa famiglia di musicisti che ci aveva trattato bene.
Ora dobbiamo trovare alcune sistemazioni lungo la Pennsylvania, perchè voglio capire meglio gli Amish. Non mi basta la letteratura e i film.
Ho bisogno di aria rarefatta, ossigeno puro che possa darmi nuovo vigore contro la rassegnazione.

Buon viaggio, dalle premesse sembra proprio interessante!
Capisco perfettamente il discorso dell’essere ospite altrove. Talvolta riesco a farlo perfino nella mia città: mi basta andare a zonzo con la macchina fotografica al collo che già il mio sguardo muta, i pensieri si alleggeriscono e le insofferenze, almeno per un pò, vanno in secondo piano . . ;-)
Concordo, anche a me la macchina fotografica riesce a dare questo sollievo. Il problema serio è che ho pochi momenti liberi per gustarmela.
Buone vacanze Gigi, non sai quanto ti capisco :)
Grazie Luca, e ricambio. Se non sbaglio anche tu sei prossimo.
Peccato non essere del gruppo vacanze, stavolta!
Dai, vai, ricaricati, fai tante foto, divertitevi…ci sono i fish & chips anche là… (pensateci o fateci pensare da ricky), mandateci una cartolina…
E torna (R)innovato e (R)innovatore!!!
:)
Grazie Cate, ci proviamo. Se non torno, vuol dire che i son fermato con gli Amish!
Un viaggio in B&B tra gli Amish te lo consiglio in ogni caso. Ho ancora davanti agli occhi le espressioni felici e rilassate di questa gente, anche durante i lavori nei campi o in calesse tra il traffico.
Le loro limonate fresche e i gustosissimi bretzel.
Una pacchia per lo spirito e per lo stress.
Guarda qualche foto sul mio blog.
Felipegonzales è proprio quello che mi aspetto, ora mi butto a guardare subito. Grazie
Non mollare Gigi! Posso capirti ma, e parlo come tuo follower, vorrei poterti spingere perchè le tue visioni servono, eccome servono! ci vediamo a Venezia e magari, davanti ad uno spritz..sarà più easy
Michele è difficile che io molli. ma qualche volta bisognerebbe vincere!