Come annunciato, parte un lungo pistolotto di deliri esistenziali, conseguenza della tre giorni romana. Quindi, sedetevi, munitevi di pop corn in abbondanza, oppure fermatevi adesso che siete ancora in tempo :-) Se non lo fate ci sono tanti link da aprire…….come si faceva ai tempi dei blog :-(
Lunedì inizia con una riunione in Presidenza del Consiglio dei Ministri e, per la prima volta in una riunione ufficiale, siamo due blogger veri :-) Io e Armando che rappresentiamo i nostri Enti. Cosa buffa no? Bho! A fine riunione si chiacchera delle slide per il Barcamp del giorno dopo e si conversa amabilmente sui temi a noi più cari.
Prima di cena aperitivo con Michele e Salvo (due abitanti veri della rete) con i quali affrontiamo temi sulle sinergie fra Venicesession e Veneziacamp, Vega e Working capital. Anche qui siamo in ruolo, fuori ruolo, insomma amici, colleghi, partner………comincia il mio delirio.
La serata prosegue a casa di Stefano, fra serpenti e cena bucolica (quella dei serpenti resta una sorpresa ma, credo, salterà fuori qualche foto). Ernesto è amico di Stefano e hanno ruoli consulenziali importanti a livello governativo. Eppure sono amici, nel ruolo, fuori ruolo. Chissà? Si parla di temi importanti, delle proprie relazioni istituzionali e delle competenze nostre e altrui, dei fagioli lucani e del generale “legionario romano” antenato di Ernesto. E scorre il vino e l’abbacchio e ……si parla di blog, di presidio dei social network e di Open Data.
http://www.flickr.com/apps/slideshow/show.swf?v=71649
A da passa a nuttata e ci rimettiamo la cravatta. Al primo convegno (come relatore) di ForumPA, ritrovo Armando e poi Gianni, Mimmo, Michele, Paolo (questi son direttori, mica bau bau micio micio) ma hanno un blog, twittano con me. Abbiamo ruoli, siamo a un convegno dove un pubblicitario fa un pippone terribile sui NO TAV e lo contestiamo in diretta sui sossial netuorc, quelli che abitiamo noi :-)

E qui sento per la prima volta alcuni manager pubblici dichiarare…..”ci siamo anche noi con la nostra istituzione, su Twitter, su Facebook, abbiamo un brand, alè!” Noi? La NOSTRA istituzione? Con che ruolo?
Finisce il convegno, riprendo i contatti con Ernesto e Caterina, ritrovo Luca, Vito, e tanti altri…… (troppi per linkarli tutti). Si hanno tutti un blog e tutti stanno su Facebook! Facebook, i social network, la propria reputazione in rete….mumble mumble, continua la confusione nella mia testa. Ma che ruolo abbiamo? Chi siamo? Cosa rappresentiamo?
Intanto si corre su in sala stampa. E’ piena, sono felice, gli amici mi danno pacche sulle spalle. I più burloni mi prendono in giro. Arriva il prefattore del mio libro (Consigliere del Ministro per l’Innovazione)…..” se Gigi non è stato ancora licenziato, una ragione ci sarà!“. GULP!
Certo, disubbidienti, visionari, poco concreti, sognatori …. stiamo tutti dentro questa casetta: http://www.innovatoripa.it. Ma ci ascolterete prima o poi? Intanto David sta dicendo in giro che in tempo di crisi bisogna “innovare senza permesso“. Ernesto mi chiede, durante la presentazione, se mi sento già un cittadino digitale vero e …… tutto scorre fra i dubbi, la fretta, dobbiamo andare, c’è AMMINISTRARE 2.0, verranno dirigenti, aministratori, gente che ha ruolo, MA NON STA SULLA RETE! Dai corriamo, è l’ora dell’Open Data anche in Italia!

Intanto firmo il libro con le dediche. Sono commosso, orgoglioso, scambio una persona per un altra e inizio a slacciare la cravatta. Sudo, e con me sudano i miei pensieri.
Inizia Amministrare 2.0. Ce la mettiamo tutta, l’America è a portata di mano, basta una direttiva. Ci son tutti, quelli di Creative Commons, quelli di Open Street Maps, e i professoroni delle università, e i dirigenti delle Agenzie governative e ………… quell’ innovatore che lavora al parlamento ci dice che lui ci crede, ma deve prendersi ferie per venire domani al Barcamp! Sudo ancora di più. Qual’è il nostro ruolo, che tipo di contaminazione è questa?
Intanto si lavora ai tavoli, si approva il manifesto, mi chiama Andrea che voleva esserci con il cuore e con l’anima ma deve lavorare in giunta a Vicenza. Ehi, Andrea è un assessore ed è un blogger e dialoga con me su Facebook! Cosa sta succedendo?
Si, fatti forza, siamo tutti su InnovatoriPA, siamo tutti li, mischiati con i nostri ruoli. E Michele inizia ad avere dei dubbi, vuol vincere! E scappa a Bilbao dove va illustrare cosa si deve fare e cosa NON SI DEVE fare in rete.
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E si fa sera. La sera prima del Barcamp!
Ritrovo Elena, Giorgio e tanti altri, si mangia lucano, i peperoni cruschi sono una delle prove certe dell’esistenza ……Poi si scherza, si gioca, si finisce in bellezza.
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Ci salutiamo, alcuni continuano a parlare di innovazione, passiamo sotto il Senato…….perchè non ci capiscono? Perchè hanno altre priorità? Perchè non si aprono all’evidenza, in tutto il resto del mondo occidentale (o quasi) il governo “aperto e partecipato” è già realtà!
E siamo al Barcamp, ressa per le presentazioni, Salvatore, Laura, Gianluca, Sergio e tutti i ragazzi del Formez, colonne del Barcamp, si danno da fare come non mai. I post-it sulla lavagna, i temi da condividere, le interviste, arrivano in tanti, dobbiamo iniziare, i ragazzi di Ignite raccolgono le presentazioni, non ci sono abbastanza sedie, un sacco di gente in piedi. Fantastico!

Saluto Leo, Nicola, Eugenio, Francesca, Antonio, vado di fretta non riesco a intrattenermi con tutti, nemmeno con Marco. E iniziano i lavori, c’è lo streaming, si parte. Arrivano i miei colleghi della Regione, è la prima volta che partecipano, si vede che sono spaesati, ma ci sono!
Alcuni non riescono ad arrivare, ma ci hanno lasciato i podcast!
Dopo il lunch (offerto da Paolo), provo a perdermi in chiacchere con Giacomo sul prossimo libro. Anche lui consulente, uno che innova da anni. Dai che si fa qualcosa assieme, ognuno con i nostri ruoli, con le nostre competenze. Ruoli, ancora ruoli e competenze, identità e contesti.
Ma è Flavia che, finalmente, inizia a dipanare le MIE nebbie. Lei e Caterina hanno coordinato un tavolo interessante, sull’uso dei social network nella PA e hanno provato ad elaborare un vero e proprio paradigma sul tema. Va qui precisato che in mattinata c’è stato un momento molto acceso (un vero flame analogico) quando una camperista ha chiesto, agli amici legulei, cosa fare quando l’amministrazione ti chiude l’accesso ai socialnetwork e, perchè lo fa! (vedere l’ultima parte dello streeming per approfondire il contesto).
Flavia mi dice: “non ti crucciare gigetto (mi chiama sempre gigetto vista la statura :-)) è come ai tempi dell’email. Ti ricordi quanti parrucconi non volevano darla ai dipendenti? E’ ignoranza, paura, mediocrità. Passerà!”.
E continua il lavoro nei tavoli. Qualcuno si lamenta: “Ehi, al mio tavolo c’è poca gente, e su quello accanto c’è una gran ressa!“. E’ la regola della rete, bellezza! Il tuo tavolo non va? La tua presentazione non ha riscosso successo? Prova a migliorare te stesso, la tua comunicazione e le tue relazioni. Siam tutti qui, parliamone.
Poi, arriva la botta finale che mi fa capire tutto. Un amico di Nicola (sorry, I forgot your name) mi chiede: “ma voi come fate a gestire la doppia identità? Il ruolo pubblico e il ruolo privato? L’identità personale e quella istituzionale?“. E no caro mio, ora ti spiego. Noi, abbiamo più senso di appartenenza dei politici. Noi ci saremo anche alla prossima legislatura. I politici usano i social network per farsi eleggere. Per la ricerca di consenso, poi quando devono amministrare (in larga parte) li abbandonano. Noi no! Noi non abbiamo doppia identità, non siamo una sola identità quando abbiamo la cravatta e quando no! Quando scriviamo sul blog del nostro Ente e quando scriviamo sul nostro. Ecco la confusione da cosa è generata. Pensavate scherzassimo?
InnovatoriPA è una rete di persone vere che non distinguono ruolo personale da ruolo istituzionale, perchè vogliono innovare i processi come cittadini, come servitori dello stato e, soprattutto, come abitanti della rete.
E’ tardi, stiamo sbaraccando ormai. Arriva il mio prefattore e si porta via 15 copie del mio libro. Chiaccherando con un megadirigente, un po’ polemico, che mi fa notare “ma se porta in processione il tuo libro vul dire che non ci sono tante idee, tante strategie“. Mmmmmm, a rifletterci bene, potrebbe anche essere vero. Ma in quel libro non ci sono le MIE idee, ci sono le NOSTRE idee, quelle di chi abita la rete, di chi vuol innovare senza permesso, quelle di chi ha una risposta anche quando non ci sono i bugggggetttt!. Sono le idee dell’intelligenza collettiva. E sono un patrimonio di tutti.
Prima che ci caccino dalla fiera arriva Stefano. Un signore, un amico, col suo ruolo, senza ruolo, con l’dentità, senza identità, ci porta all’areoporto. Ci facciamo l’aperitivo, parlando di innovazione, uova fresche di giornata e riforma dell’università.
Nota a margine. Per la prima volta non ho visto nemmeno uno stand (escludendo dal conto i due minuti spesi allo stand di Gugol per mettere in contatto Michele e Andrea).Vorrà pur dire qualcosa?
p.s. lunedì su Radio24 vi racconto il resto!
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Volevo scrivere un commento articolato, mi son riletta il post due volte (giuro, perchè mi piace, perchè ti conosco, perchè…non so perchè…)
Volevo scrivere una cosa che forse si spiega meglio dicendo un NON banale: "la rete dopotutto è fatta di persone".
Le persone hanno piacere a relazionarsi e confrontarsi, a prescindere dal cazzabubolo che si utilizza.
La rete senza le persone non ha senso.
La rete abitata, studiata, spiegata, mostrata, vissuta son le persone come te (e i molti altri, non faccio l'elenco, potrei dimenticarmi di qualcuno), come me (forse), che CONDIVIDONO e continuano ad aver piacere di farlo.
Che sia lavoro, conoscenza, cazzeggio, riflessione. Ad ogni livello.
La rete è fatta di relazioni. E di serendipity.
E in questo post hai messo insieme tanti piani diversi del tuo vissuto di queste giornate.
Dove non si capisce quale parte è lavoro, quale parte è istituzionale, quale parte è passione, quale conoscenza, quale cazzeggio.
Ma tutto è relazione.
(insomma ho capito…devo scrivere un post anche io)
Direi che sei obbligata :-)
e direi di si… son state belle e dense giornate anche per me
proprio belle
Grazie di tutto Gigi, il barcamp InnovatoriPA è sempre un’esperienza formativa, sono contentissimo di averlo scoperto l’anno scorso e di aver conosciuto tutti voi!
Ci vediamo a Venezia a Luglio! Un abbraccio!
E noi ti aspettiamo in gondola :-.)
Pingback: Anonimo
Letto tutto d’un fiato. Ma devo commentare con calma.
Si, ma tira fuori il serpente :-)
Tiro fuori serpente e riflessioni sulla mia partecipazione e su quello che ho capito da queste due belle giornate, della bella compagnia, di un libro che sto finendo di leggere… :) promesso
Per il barcamp proprio non potevo, ma quella cena non me la sarei persa per nulla al mondo :)
E io ti ringrazio, anche, per il meraviglioso servizio fotografico!
Mi spiace non aver potuto partecipare. Sapevo sarebbe stato un momento interessante, ma purtroppo non sono ancora abbastanza “professionale” da potermi permettere di girare l’Italia per affrontare questo tipo di temi anche se, tu lo sai bene, sono argomenti a cui tengo molto.
Spero di riuscirci il prossimo anno.
Perché ci sarà ancora qualcosa su cui discutere il prossimo anno. Giusto? :)
E a questo punto devo farti pacco dono di maglietta e libro. a meno che tu non venga a Venezia a Luglio!
io probabilmente partirò per qualche giorno di ferie il 4 luglio. Può darsi riesca a venirci, mi sembra sia appena prima.
Mi piacerebbe anche riuscire a venire a trovarti prima. Vedremo.
E’ stata una bella occasione di confronto (anche se ti ritrovo nei posti meno probabili).
C’è stata una discreta fuffa ma fa parte anche del contesto.
Per fortuna non sono mancati i contenuti e gli spunti di riflessione e di approfondimento.
L’unico dubbio: come mai un connessione così inadeguata? Lo streaming andava a scatti ed è un peccato.
P.S.: fossi in te non porterei in giro le presentazioni contenute sul portatile del podio: 3 virus (diversi) in 5 minuti è una bella sfida. LIVE!
Ah bello :-D Non so proprio di chi fosse quel portatile :-)
Sulla discreta fuffa, specialmente a quel convegno dove eravamo presenti, avrei in mente un post velenoso, ma voglio essere buono. per un pochino :-D
Per il wi-fi ForumPA docet.
Hehehe… Il portatile era di Elastic :-) L’uso promiscuo l’ha infettato, ma adesso lo portiamo dal dottore ;-)
Travolto da insana passione citerò “anche” questo post nella mia discarica della memoria http://w2wai.amplify.com/2010/05/19/per-raccontare-la-storia-di-un-futuro-che-sognamo/