Civic hacking

data

Ieri sera, in pieno delirio da multitasking, stavo scrivendo un articoletto per Wired.it mentre con l’altra parte sana del cervello, scombianavo il programma del Barcamp sul wiki. Ora non vi sto a tediare con tutta la storia, ma avevo in testa il prossimo talk di David Osimo e la sua proposta su Google moderator. Ok, allora allacciamo le cinture e partiamo.

Di trasparenza e Open Data penso di aver annoiato i miei lettori sino alla morte. Oggi Ernesto svela un po’ quello che abbiamo scritto a più mani per Nova e che giovedì dovrebbe essere in edicola. Il tema è tosto, e il paese immobizzato. In tutto il mondo hanno capito che la trasparenza e la libera circolazione dei dati è fondamentale per il rilancio dell’economia e da noi si aspetta, seduti sulla sponda del fiume.

C’è anche una terza via, che estende il significato di Civic Hacking come lo intende David, e sconfina addirittura nell’opportunità e nella creatività.
Infatti il web è già disseminato di dati “trattati” e “formattati” ma, pur sempre disponibili. Certo, non riusabili e qui sta la sfida.

Alcuni mesi fa, durante un pranzo con un amico d’infanzia ora trasferito negli USA, si affrontava questa tematica. Lui, con i suoi programmatori e i suoi studenti, preleva spesso dati dal web, laddove sono disponibili. Poi, li sgrezza e li presenta in formato RAW per darli in pasto ai creativi che, con queste nuove “forme”, costruiscono delle applicazioni.

Ed eccoci all’articoletto di Wired.it :-) Stavo analizzando un applicazione per palmari che si appoggiava sui dati resi disponibili dell’ATAC. L’ATAC di Roma, come molte altre aziende, presenta un portale stracolmo di dati ma gestisce direttamente l’applicazione web in modalità end2end. Non c’è traccia né di dati RAW, né di applicazioni per palmari, ne di API…..ma leggerete l’articoletto a giorni :-)

Moltissimi sono i casi come questo, il web è stracolmo di dati formattati, basta hackerarli. Ecco che il Civic Hacking non si limita più in una mera filosofia di coprogettazione: “citizen developing their own applications which give people simple, tangibile benefits in the civic and community aspects of their lives” ma diventa una vera e propria operazione di spionaggio pubblico. I dati ci sono, serve il permesso per usarli? Credo di no!

p.s. alcune slides di approfondimento, qui e qui.

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3 commenti

  1. [...] voglio parlare di urban e civic hacking partendo dall’osservazione del comportamento dei cittadini in determinate [...]

  2. [...] funzionario non viene al Barcamp..sarà il Barcamp etc etc).  Altri ne hanno anche già parlato (http://www.webeconoscenza.net/2010/05/11/civic-hacking/ e http://egov20.wordpress.com/), adesso sarebbe bello provare a [...]

  3. [...] This post was mentioned on Twitter by Gianluigi Cogo. Gianluigi Cogo said: Nuovo post Civic hacking: Ieri sera, in pieno delirio da multitasking, stavo scrivendo un articoletto per Wi… http://tinyurl.com/32z8n9h [...]

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