Ci sono un sacco di strumenti disponibili nel sociale web, per costruirsi un “travel blog personale”.Ad esempio Travelpod che, a mio modo di vedere è un po’ troppo macchinoso, oppure, in lingua locale c’è MyBaggy, e tanti altri ancora.
L’altro giorno, mentre scrivelo la recensione per Wired di Tripit, mi sono avventurato in territori sconosciuti e mai esplorati.
Tripit, oltre alle sue specificità di travel organizer, permette di tener traccia anche dei viaggi archiviati, comprensivi di tutti i dettagli che siamo in grado di offrirgli, foto, indirizzi, ticket, ecc.
In pratica può trasformarsi in un ottima piattaforma per gestire il proprio “personal travel blog“.
Provatelo, son sicuro che questa curiosa declinazione non vi deluderà! Io lo sto facendo e mi ritrovo a disposizione in un unico aggregatore, con estrema facilità, indirizzi utili, mappe, foto, ecc.

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