I temi del Barcamp

A meno di un mese dal Barcamp di Roma: http://barcamp.org/InnovatoriPA2010, molti partecipanti stanno preparando temi, argomenti, proposte e visioni.

Gli strumenti per cimentarsi con questo esercizio sono il wiki, dove si stanno raccogliendo le proposte di speech, e Google moderator.

Stiamo, inoltre, raccogliendo una serie di podcast che aggreghiamo, via via, su Posterus e poi spammiamo sui vari canali. Fra i primi da ascoltare:

Marco Camisani Calzolari: Vai al podcast

Leo Sorge: Vai al podcast

Andrea Valboni: Vai al podcast

Marco Dal Pozzo: Vai al podcast

Andrea Di Maio: Vai al podcast

Roberto Scano: Vai al podcast

Se avete proposte da raccogliere per innovare e migliorare la PA, scrivetemi sui commenti, e/o mandatemi direttaemnte il podcast a gigi[dot]cogo[at]gmail[dot]com.

Restyling terminato

www.gigicogo.it

Ho terminato il restyling del vecchio “fotoblog”: http://www.gigicogo.it

Ho fatto tutto con il Mac e mi sembra abbastanza pulito e sobrio.
Mi scuso anche con gli abbonati al feed che avranno subito un bombardamento.
Ora implementerò la parte blog e, credo che la parte “portfolio” verrà divisa in sezioni tematiche appena ho un po’ di tempo, tanto per far spazio ad altre foto.

Enjoy

Facebook is evil

Prima lo è stato Microsoft, poi Google e adesso? Che sia davvero Facebook il diavolo travestito da persuasore tecnologico?

Delle mie perplessità sui bottoni e sullo sconfinamento, ho già scritto due righe ieri su questo blog. Oggi ho letto tantissimi articoli tecnici, tutti protesi a spiegare come riempirsi di bottoni e di like.

Pochi hanno argomentato su temi laterali che presto diventeranno caldissimi: Luca si è raccomandato che le “alternative” possano continuare a svilupparsi, Matteo, ha intravisto un occasione storica per la diffusione del web semantico e c’è persino chi ha definito il giocattolo di Mark Zuckerberg un perfetto sistema di controllo globale.

senators

Negli USA, Facebook è anche un prodotto nazionale che paga le tasse e garantisce posti di lavoro. Eppure quattro senatori democratici hanno scritto una lettera al giovane Mark per manifestare le loro preoccupazioni.

Il monito, la tiratina di orecchie, la preoccupazione è sobria, educata e moderata ma c’è, ed è l’ennesima dimostrazione che, ogni qual volta si attenti ai principi fondamentali della democrazia, l’America è attenta.

Per comodità, e vista l’importanza, linko l’articolo con la traduzione automatica e aspetto un commento da Vincenzo che, su questi temi, è un ricercatore e n commentatore prezioso.

I pilastri della democrazia

NY assembly

Stavo leggendo il disegno di legge dello Stato di New York per la trasparenza dei dati pubblici. Ovviamente anch’esso pubblico.

Il disegno di legge in questione, tende ad incentivare la messa in disponibilità dei dati pubblici per stimolare l’economia e la competitività e, ovviamente, segue la famosa direttiva obamiana del Dicembre scorso.

Scorrendolo mi son soffermato un attimo sulle motivazioni di base che qui ripropongo:

JUSTIFICATION:  New York's Freedom of Information Law establishes  "that
government  is  the  public's business and that the public...should have
access to the records of government." The  right  of  access  to  public
records  derives from the most basic tenets of American democracy; it is
an essential element of government of, by, and for the  people.  In  the
internet age, this right can and must include the right to access infor-
mation online.

Credo non servano commenti!

La sindrome del bottone

bottoni

Son tempi duri per i link! Molto duri.

Sabato ho ascoltato con interesse lo speech, e il successivo Q&A, di Mr. Jimbo mentre gran parte della chiaccherata scivolava via sulle tecnologie e sul potere delle connessioni. Già, il potere delle connessioni.
In questi giorni sembra che la teoria dei sei gradi di separazione sia tornata in auge come non mai. Sembra che, come conseguenza ai nuovi scenari annunciati da Zuckerberg, la smania da bottone pervada la socialsfera come non mai. Perchè? Quale lo scopo! Allargare le relazioni attraverso nuove connessioni. What else?

Ma è poi così importante o, riferito ovviamente al piccolo contesto della blogosfera, è meglio concentrarsi sui contenuti? Marco Freccero lo dice sempre nei suoi post, la qualità del contenuto è il primo buon indicatore per l’editoria personale e per l’editoria on-line. Ovviamente, ci sono altri contesti, ecosistemi complessi che attingono alla quantità delle relazioni e alla loro bontà semantica (fan per brand, like per le persone).

Ma la rincorsa al bottone prevede un presidio sociale prima che tecnologico, di ogni palinsesto “button-oriented”. Google Buzz è “button-oriented”, Digg è “button-oriented”, Twitter, ecc. Stiamo ancora parlando di social sharing? Stiamo ancora rincorrendo l’allargamento delle relazioni con il metodo “shout” o davvero crediamo che il grafo di Facebook sia quello che gli URI hanno rappresentato per l’html e si apprestano a fare per i DATA?

Si, Facebook sta uscendo dal proprio perimetro, dal proprio ambito di azione. Ora sembra che voglia fare da driver per tutti i suggerimenti sociali, dentro e fuori il proprio social-network di riferimento, anche a costo di incorrere in incidenti di percorso.

Ma non ci avevano raccontato che l’interoperabilità semantica passa per la condivisione di standard e di ontologie? Ora buttiamo tutto?

Così, tanto per “attaccar bottone…..”