Dopo aver letto questo post condiviso fra i miei feed, mi è tornato in mente l’articolo che ho letto venerdì scorso, a firma di Michele Serra.
Non c’è partita. Lo spessore intellettuale di Serra mette in un angolo qualsiasi becera faziosità.
“Era un uomo di destra (figlio di un ammiraglio, ex soldato della Repubblica sociale) ma nessuno poteva imputargli scopi tendenziosi, tanto evidente era il suo principio ispiratore: individuare il ridicolo in ogni aspetto della vita, privato o pubblico. Casa Vianello o la caduta di Gronchi, la retorica sociale (vedi la parodia delle interviste Rai alle mondine e alla “gente del popolo”) come i tic coniugali, il suo umorismo in purezza non faceva distinzioni e non badava mai al contesto. Il suo outing quasi senile in favore di Berlusconi preludeva a una sorta di prepensionamento artistico, con la compagna di vita e d’arte Sandra Mondaini: come per sancire che casa e bottega erano ormai quelli, e amen. Fu, per un disimpegnato organico come Vianello, una piccola nota dissonante, però non tale da incrinare davvero la sua inflessibile distanza da ogni ombra di “impegno”. In questo senso Raimondo Vianello (senza farsene accorgere) è stato quel “grande satirico di destra” del quale la destra invoca inutilmente l’avvento, senza accorgersi che già ne esisteva uno. Di destra, ovviamente, non per banali collocazioni partitiche o politiche. Di destra per quel cinismo sorridente, per quella ilare sfiducia nel progresso umano, nell’impegno sociale, che costituiscono il grumo più nobile della grande cultura di destra: il pessimismo.“
Già, pensa un po’. Ora fa votare Silvio, con quegli articoli!
In realtà – non so dove l’ho letto – nel 2006 votò PD perché c’era Veronesi in lista. Pensaunpo’…