Ballarò, 19.5.2009. A futura memoria!
Via Maurizio Goetz
Stamane, durante un’amabile chiaccherata telefonica con Luca Perugini anima dell’Expo2015camp in programma il 25 Giugno a MIlano, ho avuto modo di riflettere ancora sulla ricerca di un format per gli eventi sociali, che dia risalto ai temi e ai contenuti, privilegiandoli rispetto alle persone e alle relazioni.
Ma andiamo con ordine. I Barcamp in Italia si svolgono ormai da diversi anni e hanno contribuito in modo determinante all’approccio partecipativo, dialogico e interattivo. Tutti slogan (keywords) trainanti e molto significativi per persuadere e rafforzare i paradigmi legati alla partecipazione e alla condivisione della conoscenza.
Nei primi anni, infatti, tutte queste dinamiche erano ben esplicitate dai blogger che, per primi, hanno fatto proprio il concetto di Barcamp e lo hanno declinato perfettamente come momento volutamente “sociale” dove le relazioni digitali (spesso deboli e mediate) venivano rafforzate dalla conoscenza reale o, per dirla in termine web 2: analogica!
Il video che segue (del 2007) rappresenta perfettamente quale era lo spirito pioneristico. Alcune delle parole usate da Luca, come ad esempio: anomalo e insolito, rischiano oggi di diventare normalità.
Ora si sta velocemente passando a un concetto di Barcamp “buono per tutte le stagioni”. Laddove c’è un momento sociale, un evento congressuale, una marketta industrile, mettiamoci pure anche il Barcamp.
Ed è da queste nuove sensazioni, mediante dalle esperienze delle ultime settimane, che nasce un po’ la riflessione che sto stendendo in questo post.
L’altro giorno a Venezia, Massimo Mantellini poneva l’attenzione sul facile entusiasmo e sul generalismo estremo, che tende ad identificare tutto come Barcamp. Questo può essere un pericolo perchè allontana l’ala purista dei blogger che vedono il Barcamp come una Woodstock della blogosfera. Quasi esclusiva. Proprio Ernesto, che ha coniato il termine Woodstock della blogosfera riferendosi al Matera Camp, mi ha dato molti spunti che possono far riflettere sul diverso approccio a questi eventi informali.
Ci può essere il Barcamp generalista o ci deve essere SOLO il Barcamp generalista?
Il Barcamp a tema deve usare lo stesso format del Barcamp generalista?
Può esistere un Barcamp di prodotto?
E’ più importante il “fuori” o il “dentro” all’evento?
Negli ultimi anni ho usato il termine Barcamp e le sue dinamiche di approccio all’evento (wiki per l’iscrizione, bacheca per gli interventi, ecc.) per provare a contaminare due mondi che si annusano e cercano di interagire anche se, attualmente, stanno ancora su piani molti diversi e spesso non convergenti. Il mondo delle organizzazioni/istituzioni e quello del social web. I due Barcamp organizzati nel Veneto, negli scorsi anni, hanno avuto un difetto che, grazie a un suggerimento di Sergio ora ho capito: Il Barcamp viene prima del convegno, non dopo!
Infatti, quando ho provato a portare i parrucconi ingessati dalla conferenza tradizionale al Barcamp, molti si son dileguati, e i più talebani fra i blogger hanno storto il naso nel vederli e nel doverli adottare.
A Roma è successo qualcosa di diverso e su questa diversità discutevo con Luca Perugini stamani. Durante il Barcamp della Pubblica Amministrazione, si sono messi subito sul piatto i temi e i contenuti, tralasciando l’aspetto sociale che, poi, si è creato da solo e ha contribuito alla buona riuscita della giornata. Non c’era la conferenza prima. C’era SOLO il Barcamp!

Non è dunque un caso quello che è successo a Roma, quello che potrebbe succedere a Milano e in altri momenti a “tema”. Il Barcamp è già penetrato come modello di riferimento e i momenti più istituzionali non possono che rivedere il loro format prendendo atto di questo. Se poi verrà dato valore al “fuori sala”, alla “socialità estrema”, ben venga. Ma l’aggregazione sul tema può essere una spinta trainante e meglio ancora se condivisa prima e durante su un palinsesto digitale: http://www.innovatoripa.it. Insomma, non è detto che ci voglia la slide. Mettila su un blog, su Slideshare, e poi ne discutiamo attorno a un tavolo, dentro una stanza o dove meglio ci pare.
Lo ha capito il presidente di Forum Pa, lo stanno capendo alcuni collaboratori del Compa che mi hanno chiesto di spiegare meglio cosa si potrà fare per rimodulare alcune sessioni in modo più creativo. E parlavo di tutto ciò anche con Wolly che a fine settimana vorrebbe provare il modello “cluster a temi”……..ma lo stanno capendo un po’ tutti che non esiste più il format statico. Esiste la chimica, la miscela giusta, che spesso non si menifesta subito, ha bisogno di essere sedimentata, specialmente fuori dai quattro muri della blogosfera.
E detto questo faccio un grosso in bocca al lupo a Luca, Paolo, Flavia, Luca e tutti quelli che stanno organizzando eventi con lo spirito del Barcamp nei prossimi giorni.
Il primo video sul Barcamp della scorsa settimana arriva da Vodafone Labs
Leggo su Insidefacebook che è possibile usufruire (collegare) il proprio account OpenId per autenticarsi a Facebook.
Già ci entravo con Google, ora sembra ancora più facile federare le bricciole di identità sparse sul web.
Se volete provare: http://www.euprofiler.eu/
Diversi colleghi di lavoro, ma anche amici, sono rimasti sconvolti dalla puntata di Report di domenica scorsa.
Per chi come il sottoscritto, da anni, è abituato a frequentare i GAS e a condividerne le dinamiche (sinceramente è mia moglie la più attiva in famiglia), direi nulla di nuovo sotto il sole.
Ma la cosa strana è che ho provato a persuadere colleghi e amici, e ho spiegato che GAS vuol dire fatica: riunioni, visite ai produttori, negoziazioni con gli Enti Locali, cambio repentino dei fornitori, conoscenza e curiosità, voglia di mettersi in gioco, ecc.
Risposta: “troppa fatica!“
E allora mangiatevi le schifezze a buon prezzo. Che vi devo dire?
La presenza Web di un Ufficio Relazioni con il Pubblico potrebbe essere un nuovo tormentone per la serie Automobilista Incazzato – dell’ottimo Gioele Dix?
17 Marzo – figlio in arrivo da Madrid – deve andare a Bologna in serata con la mia macchina; lo avverto dell’esistenza di ZTL (Zona Traffico Limitato) e controllo orari sul Web:

Messaggio URP Digitale: Dopo le 20 si entra in ZTL (se non leggi "schede" .. i cacchi son tuoi e il comune cucca 92 €)
18 Maggio – un verbale di accertamento di violazione – con tanto di foto targa della Punto scaricabile da sito Web dedicato – m’informa che: alle 23:42 del 17 Marzo la Punto è transitata per il Varco 18 di Sirio/Rita (Via Ugo Bassi) senza accorgersi .. – davanti a una strada deserta, data l’ora – in assenza di segnaletica tipo divieto di transito o senso unico o corsia preferenziale – forte dell’informazione di un “papi all’antica ma .. più per il digitale che per le 18enni” … dell’esistenza di una (micro) Zona T in cui NON SI ENTRA dalle zero alle ventiquattro.
La zona è tanto “micro” che per esserne edotti via Web ci si deve disturbare fino a cliccare sull’ultima parola dell’informativa URP Digitale .. oppure .. bisogna aver voglia – a mezzanotte – in un centro città deserto – di mettersi a leggere messaggi testuali che – anche se luminosi – somigliano per niente a una segnaletica stradale.
Tornando all’URP Digitale – che di questi tempi dovrebbe essere una Hot Topic – ho controllato “l’esperto risponde”: non è previsto che ci si possa sentire vittime di una trappola informativa, dovuta alla qualità del sito web.
Ho cliccato su contatti e ho esposto il caso, ipotizzando di presentare Ricorso per i sopra citati motivi.
Naturalmente mi aspetto un ringraziamento per aver segnalato il problema, permettendo all’URP digitale di adeguarsi alle aspettative dell’utente; in cambio, per rimuovere la mia impressione di essere stato preso in trappola, mi faranno senz’altro cancellare la multa.
Voi che dite? M’illudo di parlare a un URP 3.0 .. vero?