Impariamo le lingue

Non lo so, sono combattuto. L’annuncio di nuove e mirabolanti funzionalità del sistema di traduzione di Google, mi creano diverse perplessità.

I rumors relativi a una possibile convergenza del motore di traduzione con il servizio di Gmail. Pure!

Per carità, se mi arriva una mail in cinese, magari posso sfruttare l’occasione. Ma quante me ne arrivano?
La mia paura è che ci si abitui e ci si impigrisca sullo studio dell’inglese.

IMHO n. 37

Rieccomi all’appuntamento fisso con IMHO, la rubrica che analizza la settimana sulla blogosfera italiana, secondo il parere del bloggante che coordina questo spazio.

Settimana dal 22 al 29 Marzo 2009.

Politica e società (Il lato “impegnato” della rete):

Stranamente la blogopalla italica ha snobbato la conferenza stampa/show che president Obama ha tenuto via web, rispondendo a 100.000 email. Sarà che su Obama ormai abbiamo fatto il callo?

Intanto, i nostri italici ministri si mettono in scia e….…la prossima settimana svelerò un piccolo segreto che si concretizzerà a ForumPA.

Tanto spazio, invece, al congresso della PDL e allo scioglimento di AN. Una curiosità che va segnalata è quella relativa al “magna-magna” che, ovviamente è stato ben organizzato :-)

Va rilevato infine che in Italia, da oggi, non c’è più traccia dei partiti storici formatisi alla fine della seconda guerra mondiale. Ciò, comunque, non garantisce ancora che certe porcherie non vengano approvate.

Tecnologia (Il lato “smanettone” della rete):

Poche novità dal fronte tecnologico, davvero poche. Una patch per Firefox, la beta di Skype 3 per i Windows mobile (per l’iPhone dobbiamo attendere ancora una settimana) e poco altro.

Approfitto quindi per consigliare due progetti che stanno crescendo e interessano sempre più la comunità degli utenti: Songbird arrivato alla versione 1.1 e Post-Box che ha rilasciato la versione 1.0 beta 10. Due alternative a iTunes e Thunderbird con molte funzioni appetitose.

Sul passaggio di Last.fm a pagamento c’è un gran parlare e un lento abbandono del servizio da parte degli utenti italiani. Non poteva essere altrimenti.

Nel contempo Microsoft e Apple continuano a sbeffeggiarsi a suon di video markettari. Lascio a voi il giudizio.

Cazzeggio della blogopalla (Il lato “burlone” della rete):

Stavolta il cazzeggio è nato da un test ideato da Nicola durante il ParmaWorkCamp della settimana scorsa.

Alcuni blogger italiani, ovviamente, non si son fatti sfuggire l’occasione per azzuffarsi digitalmente.

Alla prossima settimana. Le fonti a cui questo blog attinge sono nell’ordine: Wikio, Liquida, Memesphere, Aggregatore.com e, ovviamente il proprio lettore di feed dove, ogni tanto si possono trovare dei post consigliatissimi.

La sinistra perderà sempre?

Ieri sera ho assistito al dibattito pubblico “La sinistra divisa. Gli anni di Enrico Berlinguer e Bettino Craxi”, organizzato dalla Fondazione Pellicani.

Massimo Cacciari ha moderato dapprima un dibattito fra Petruccioli e De Michelis, e poi ha animato la discussione chiedendo ai moltissimi presenti (sala stracolma con moltissimi astanti costretti a rinunciare) di intervenire con domande e opinioni.

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Il tema metteva a confronto due visioni della “sinistra italiana” (quella socialista e quella comunista) che, se fossero state convergenti negli anni ‘70 e ‘80 del secolo scorso e potendo contare sulla maggioranza quasi assoluta del paese (47% dei voti) forse, avrebbero potuto cambiare i connotati della società attuale.

Ma la storia ha bocciato quella sinistra e l’analisi di Petruccioli e De Michelis ha assolto completamente i due protagonisti di quegli anni messi a confronto dal dibattito (Craxi e Berlinguer) in quanto parte e conseguenza di uno schema politico più complesso e non totalmente determinabile dal loro spessore e dalla loro abilità politica.

La tesi di Petruccioli è quasi tutta basata sulla mancanza di identità nazionale e di senso di appartenenza a una nazione/stato. Secondo l’ex presidente della RAI, è difficile che la sinistra italiana si identifichi in una “nazione”, nonostante a parole sembri quella più interessata ai valori della costituzione.

L’dea di stato/nazione è un incompiuta soffocata dal trauma del fascismo. Infatti, secondo Petruccioli, l’unico momento di unità vera e di riconoscimento in un’identità univoca è stata la prima guerra mondiale, mentre la resistenza aveva sì un unico nemico, ma si presentava già con due idee ben precise e distinte di Stato. Quella del PCI e quella della DC.

Petruccioli, nella sua analisi, corre all’indietro fino al risorgimento e invita a rileggere il libro di Rosario Romeo “Risorgimento e Capitalismo” dal quale si evince che già dall’unità d’Italia si era ben delineata una insofferenza al concetto di Stato, per lo meno nel modo in cui siamo abituati a vederlo nelle grandi nazioni europee.

Per Petruccioli questo paradigma di “NON-NAZIONE” premierà sempre la destra italiana e consiglia al popolo di sinistra di considerare l’Italia alla stregua di quello che i leghisti considerano “la padania”.

De Michelis, invece, attribuisce la divisione della sinistra italiana alle decisioni prese a Yalta. Si azzarda persino a sostenere che, forse, per l’Italia era meglio una soluzione come quella tedesca, due stati separati uno filo occidentale e uno filo orientale per lasciar trascorrere il fiume della storia fino al collasso del comunismo e addivenire a una riunificazione più tarda.

Questo perchè, nonostante i tentativi di avvicinarsi alle logiche e alle dinamiche occidentali, il PCI si è sempre ostinato a sostenere le politiche di Mosca anche nell’imbarazzo generale dovuto al puntamento dei missili verso l’occidente durante la guerra fredda.

De Michelis, senza mezzi termini, arriva a dire e a sostenere con anedotti (quello sulla scala mobile è stato un po’ fischiato dalla platea), che Berlinguer facesse il doppio gioco. Da una parte tendeva al compromesso storico, all’avvicinamento alla Nato e a un progressivo sganciamento da Mosca ma, dall’altro interagiva costantemente con il Cremlino per avere aiuti non solo economici.

In questo modo solo Craxi, secondo De Michelis, rappresentava un idea di sinistra moderna, che sapeva governare ma anche dialogare con Arafat, sfidare la giunta cilena e sfidare gli americani a Sigonella e fidelizzare gli italiani con politiche di sviluppo economico adeguate.

Tutti e due, però, hanno sostenuto che le divisioni della sinistra sono state più marcate delle unioni (sindacato, giunte locali, cultura progressista). Entrambi hanno vissuto la diaspora della sinistra come un solco difficilmente colmabile e, anzi, da marcare con dei distinguo sempre più palesi.

Cacciari ha sostenuto che il PCI degli anni ‘80 è stato un tappo conservatore. Nel momento in cui poteva trarre vantaggio dagli sconquassi del ‘68 e della stagione del terrorismo per cambiare forma allo stato e alla costituzione (Cacciari è un convinto federalista), si è chiuso in un conservatorismo di protezione che è diventato sinonimo del no a prescindere. Etichetta che ancora oggi identifica la sinistra radicale italiana.

In conclusione vorrei fare delle osservazioni anche rispetto al dibattito che è seguito.

Sono perfettamente conscio che un terzo di italiani è ancora di sinistra e vorrebbe una casa comune ma, alla luce dei fatti, non riesce ad intercettare l’elettorato di mezzo (l’altro terzo è ovviamente di destra) che vede la sinistra poco adatta a governare e a difendere gli interessi di profitto.
Si, perchè questo è un grande problema. Una parte consistente della politica di centro e dei suoi rappresentanti (e fra questi iscrivo gli ex-socialisti della PDL) tende a difendere le politiche di profitto a discapito di quelle di salario. La difesa del salario non è più vista come un valore e diciamolo, non è di moda!

Questo potrebbe far pensare che, in fondo, siamo un popolo fascista e l’anomalia del ventennio tanto anomalia non è. Forse è vero.
Un giorno Wolly mi disse una frase che mi ha fatto ragionare: “chiediti perchè molti politici affermatisi a sinistra transitano poi a destra e non avviene mai il contrario!”. In effetti è vero.
La sinistra ha da sempre una scuola politica eccellente e più attiva e più culturalmente all’avanguardia, ma non riesce mai a concretizzare gli ideali in azioni di governo (quelle poche volte che ci arriva).

Anche il fascismo è nato da uno spin off socialista, per cui non stupiamoci di Berlusconi e della sua crescita sotto l’ala protettrice del PSI.

De Michelis non è pessimista sul futuro e dice che l’appartenere all’Europa ci aiuterà. Primo perchè Berlusconi non fa nessuna politica strutturale di sistema e subisce completamente quelle europee (per fortuna), secondo perchè l’Italia non potrà mai ridefinirsi in una nuova forma di nazione, non c’è tempo. Dovrà adeguarsi a una di quelle esistenti a livello europeo. Petruccioli è più pessimista e si augura che, mentre a sinistra si continua a cercare una linea e un leader, Berlusconi non si acciacchi perchè, alla fine, sostiene l’unita l’Italia.Pur tenendola per la pancia e non per il cervello ma, mancando lui ci sarebbe lo spettro di una nuova Jugoslavia.

Bah! Non mi convincono. Piuttosto sono consapevole che l’italiano medio è opportunista e quindi fascista. E che è molto difficile adottare politiche di difesa e di incremento dei salari. Oggi il consenso non si ottiene più con il pane, ma con le lobby e le armi di “distrazione di massa” come la televisione. Su questo terreno la sinistra deve rimodularsi e ridisegnarsi.

Ultime considerazioni amare di Petruccioli: Nel resto d’Europa i partiti che sono usciti dalla seconda guerra mondiale sono ancora tutti vivi e vegeti e governano con alternanza. Da noi proprio oggi, con la nascita della PDL, i partiti tradizionali sono TUTTI definitivamente morti.
Cattivo presagio?

Consapevolezza

Ieri un mio collaboratore (25 anni, beato lui) mi diceva che, dalla lettura di questo blog, traspariva l’età dell’autore. Era un modo educato per dirmi: “sei vecchio” :-)
Riflettevo poi su alcune consapevolezze che sto maturando.

Infatti, sempre più la tecnologia (soprattutto quella digitale) mi lascia indifferente. Nel senso che non mi stupisce più, perchè so che domani un altra tecnologia più innovativa la scalzerà e sarà così dopodomani e per sempre. Mi piace conoscerla, usarla, trarne anche dei vantaggi. Ma non mi entusiasma più come una volta.

Sono entusiasta, invece, di tuffarmi sempre più a fondo nella conoscenza e nelle interpretazioni del passato. Sia come esercizio di conoscenza storica pura: date, avvenimenti, ecc. Ma soprattutto come base per capire l’uomo, le sue passioni, le sue virtù, le sue debolezze e i suoi vizi.

Mi accorgo che la consapevolezza si consolida e il cambiamento degli strumenti e degli ambienti che ci circondano non muta i nostri dubbi che, alla fine, sono i dubbi dell’uomo da sempre:
“da dove veniamo”
“dove stiamo andando”

e quello più importante di tutti: “chi siamo veramente?

neverending

Operazione nostalgia

Stasera faccio un salto qui.

Il dibattito tra socialisti e comunisti è percorso che caratterizza tutta la storia italiana dal congresso del Partito Socialista di Livorno del 1921 che vide nascere il Partito Comunista Italiano. Un periodo particolare di questo scontro/confronto si ebbe durante la seconda metà degli anni settanta e l’inizio degli anni ottanta, quando l’Italia affrontò una profonda crisi economica e la stagione del terrorismo. Un periodo nel quale la sinistra italiana conquistò il massimo risultato elettorale di sempre (circa il 47% dei voti), ma contemporaneamente l’antagonismo tra il PCI e il PSI raggiunse uno dei suoi apici.

  blog it

Ok, sembra un operazione nostalgia e la storia di questi signori è segnata da tante sconfitte.
Ma un tuffo nei favolosi anni ‘70 e ‘80 la faccio volentieri perchè è nella storia (e quindi nella storia politica) del nostro paese che si spiegano i perchè di quello che succede oggi.

 

La più grande banca del mondo

Ovvero, citando Wikipedia: Citigroup è la più grande azienda di servizi finanziari del mondo.
Oggi leggevo di un interesse del Governo Usa alla parziale nazionalizzazione del gruppo, anche per scongiurare 40.000 licenziamenti. Mica bruscoletti.

Informandomi trovo questo bellissimo albero genealogico del gruppo. Ma dico io, vuoi che in un bailame del genere qualche furbacchione non si inboschi i soldi dei clienti?

Provate a ingrandire e….buon divertimento!

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