Ieri un mio collaboratore (25 anni, beato lui) mi diceva che, dalla lettura di questo blog, traspariva l’età dell’autore. Era un modo educato per dirmi: “sei vecchio” :-)
Riflettevo poi su alcune consapevolezze che sto maturando.
Infatti, sempre più la tecnologia (soprattutto quella digitale) mi lascia indifferente. Nel senso che non mi stupisce più, perchè so che domani un altra tecnologia più innovativa la scalzerà e sarà così dopodomani e per sempre. Mi piace conoscerla, usarla, trarne anche dei vantaggi. Ma non mi entusiasma più come una volta.
Sono entusiasta, invece, di tuffarmi sempre più a fondo nella conoscenza e nelle interpretazioni del passato. Sia come esercizio di conoscenza storica pura: date, avvenimenti, ecc. Ma soprattutto come base per capire l’uomo, le sue passioni, le sue virtù, le sue debolezze e i suoi vizi.
Mi accorgo che la consapevolezza si consolida e il cambiamento degli strumenti e degli ambienti che ci circondano non muta i nostri dubbi che, alla fine, sono i dubbi dell’uomo da sempre:
“da dove veniamo”
“dove stiamo andando”
e quello più importante di tutti: “chi siamo veramente?“

@Gino, questa me la segno :-)
E non credo sia colpa delle ferrovie!
si si, “chi siamo? dove andiamo?” …
… e aggiungerei anche “perche’ siamo sempre in ritardo?”
Gigi è un po che non commentavo, da quando hai cambiato il blog.
Questo tuo modo di affrontare la tecnologia con il riferimento costante alla cultura e al passato mi è sempre piaciuto un sacco.
Ciao
Quanta linfa vitale, invece, scorre tra le tue parole.
Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l’ultimo ed assapora ogni tuo gesto come un un trionfo senza dar sempre conto a quelli che ti circondano.
Sembrerebbe un medley di luoghi comuni, ma dir male dei luoghi comuni non è altro che un alibi per chi non riesce a trovare la propria felicità.
s.t. (32 anni… appena)