Cittadino virtuale fa rispettosa RICHIESTA DI UDIENZA alla PA reale della Regione Veneto. Parte prima.

Il sottoscritto …….., residente nel mondo reale a ………, nato a ….. il …….., proprietario di un dominio in rete, inteso come luogo in cui intende acquisire un’identità di cittadino virtuale, segnala l’impossibilità a procedere, in tale intento, per mancanza di adeguati interlocutori virtuali, sia nel settore pubblico che nel settore privato.

Tale impossibilità, e il danno alla cittadinanza che essa ha già prodotto e produrrà ancora, in termini di capacità creativa delle persone, quindi in termini di innovazione, richiedono la revisione (in un’ottica da cittadino) e l’attuazione (con il coinvolgimento proattivo del cittadino) dei provvedimenti previsti dal modello A2C (Administration2Citizen)fonte: commento di Massimo Melica al seguente post sulla rete sociale Innovatori …

clipped from innovatori.ning.com
art. 2 (Finalità e ambito di applicazione) del Codice dell’Amministrazione digitale (Decreto legislativo 5 marzo 2005, n. 82) che recita al primo comma:
1. Lo Stato, le Regioni e le autonomie locali assicurano la disponibilità, la gestione, l’accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilità dell’informazione in modalità digitale e si organizzano ed agiscono a tale fine utilizzando con le modalità più appropriate le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
blog it

Un grazie a Gigi Cogo per l’opportunità di pubblicare sul suo Blog .. con il dovuto rispetto e la preghiera di contribuire a indirizzarne contenuto e obiettivo .. questa bozza d’istanza di cittadinanza digitale .. da ampliare e completare progressivamente.

(Continua …)

4 risposte a “Cittadino virtuale fa rispettosa RICHIESTA DI UDIENZA alla PA reale della Regione Veneto. Parte prima.

  1. Luigi, come sempre, i tuoi spunti sono interessantissimi.Ritengo però opportuno chiarire alla PA che quello che chiedi non è un “favore” ma un tuo diritto così come previsto dall’art. 3 del CAD (diritto dei cittadini all’uso delle tecnologie).Ne ho parlato qui http://www.pubblicaamministrazione.net/leggi-e-norme/articoli/474/le-government-eegrave-un-diritto.htmle sul mio blog.La differenza mi sembra rilevante: se la PA non ti consente l’esercizio di un diritto puoi inchiodarla alle sue responsabilità.

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