Disintermediare

Ieri l’altro ho partecipato ad una piacevole tavola rotonda sui temi dell’eGovernment. Il coordinatore Claudio Forghieri, direttore scientifico della rivista eGov, ha proposto dei temi interessantissimi, cercando di immaginare degli scenari possibili fra 5 anni.

Ovviamente il panel di relatori era costituito da strateghi dei servizi pubblici e anche da visionari che, guardando un po’ indietro negli anni e guardando un po’ oltre il giardino di casa, si son resi conto che quello che cambia velocemente nel web stenta a diventare standard per la Pubblica Amministrazione italiana.

Ma andiamo oltre. Le domande erano davvero interessanti. Ne ripropongo alcune sulle quali abbiamo discusso parecchio e sulle quali ho ancora degli incubi ricorrenti:

A) Servirà ancora un sito Internet per ogni Ente Pubblico?
Secondo me se ne possono chiudere il 90%. Non ha più senso il sito vetrina/autoreferenziale che non offre alcun servizio.

B) E’ proprio necessario erogare servizi in forma web?
Assolutamente no. Molti servizi vanno benissimo in modalità analogica, se funzionano. Spesso portati su web costano di più e non funzionano.

C) E’ utile che le amministrazioni pubbliche si dotino di mediateche multimediali?
Anche qui ho i miei grossissimi dubbi. Meglio se adottassero l’approccio alla multimedialità per dare spazio ai contenuti che i broadcast generalisti non danno. Tipo vlog, citizen tv, ecc.

e non finisce qui….giuro che approfondirò.

Fra l’altro, anche oggi ho lanciato un mio delirio durante una riunione. E questo delirio lo ripropporrò spesso in ogni ambito che mi è consentito.

A che servono le redazioni internet? Che senso ha mediare se ormai la maggior parte dei contenuti sono generati dagli utenti? Lo so, nel settore pubblico è diverso. Ma perchè? Serve un moderatore? Serve un censore?

Il fatto è che quando è nato il web i comunicatori non sapevano cos’era e allora erano gli informatici a svolgere funzioni di “webmaster”, “webeditor”, “webpublisher”, ecc. Poi l’opportunità è stata data ai comunicatori. Per legge.

Ed è da li che son nati tutti i siti dei Comuni, delle Regioni e dei Ministeri come delle vetrine autoreferenziali. E i comunicatori in prima fila a portare su web slogan, comunicati, dichiarazioni, il tutto nella massima autoreferenzialità possibile. Ovviamente medianto far politici, dirigenza e ………….. E i cittadini? Qualcuno gli ha mai chiesto cosa volevano?

Oggi il web torna ad essere applicativo. E’ basato solo su servizi. Siano essi servizi sociali (social media e social software) o industriali. E se i comunicatori non li sanno gestire a che serviranno le redazioni?
I cittadini oggi si organizzano. Fanno rete. Fanno class action. E’ un divenire che non può essere arrestato. Il web torna in mano a chi sa fare, non a chi sa parlare.

Quando gli utenti vorranno scrivere sul sito pubblico del loro Comune, o vorranno votare sul sito del Ministero un disegno di legge, oppure vorranno mandare un loro filmato con una lamentela al primo ministro. La redazione a che servirà?

Un primo assaggio? Provate a partire da qui. Poi vi spiegherò meglio……ma per i più geek dovrebbe essere il pane quotidiano :-)

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3 commenti

  1. Ernesto Belisario · · Rispondi

    A) Servirà ancora un sito Internet per ogni Ente Pubblico?Concordo pienamente con te…l’ideale sarebbe avere un unico portale del cittadino attraverso cui erogare i servizi agli utenti e che contenga informazioni aggiornate ed utili. Ciononostante capisco che tutte le PA, per ragioni di visibilità, vogliano un proprio sito … l’importante per me è che venga usato in modo da semplificare e migliorare l’attività dell’ente e la qualità della vita dei suoi utenti. B) E’ proprio necessario erogare servizi in forma web?Dipende dai servizi. ciò che nella modalità tradizionale è pratico e razionale, in quella informatica può risultare farraginoso, se non addirittura irrazionale.E comunque l’importante è razionalizzare i processi e guardare a quali sono le reali esigenze dell’utenza (interna ed esterna).C) E’ utile che le amministrazioni pubbliche si dotino di mediateche multimediali?Onestamente non ne vedo la necessità.

  2. maialino rosa · · Rispondi

    minchia che figata sta roba. Ma in Comune di Venezia fanno sul serio. Coos’è Flickr per i cittadini?

  3. claudio70 · · Rispondi

    Cacciari è coraggioso, oppure è molto capace, oppure entrambe le cose: oltre che per l’efficienza, questa iniziativa è preziosa per la trasparenza. Una volta ho chiesto al D.G. di una azienda municipalizzata perchè non diffondesse i dati sui costi comarati del servizio tra la sua città e le altre: mi rispose che se l’avesse fatto, alla luce dei dati l’avrebbero licenziato. Che uomo!

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